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Roma - Distruzione di Cartagine


Purtroppo, Annibale riuscì a fuggire dalla corte di Antioco, di rifugiò in Bitinia e, siccome il suo re non poteva tenere l’urto romano, si suicidò avvelenandosi, sapendo che ormai Roma aveva fatto terra bruciata intorno a lui; Roma, di fronte ai movimenti delle Leghe greche in supporto di Filippo V, che non era ancora contento della sconfitta subita, si mosse contro di Perseo (che, dopo la morte di Filippo V, riprese i suoi tentativi espansionistici). Dopo la Terza Guerra Macedonica (171-168 a.C.), Perseo fu esibito in catene durante il trionfo di Lucio Emilio Paolo, il console che riuscì a sconfiggerlo definitivamente a Pidna; ma la Macedonia, sottomessa, non fu ridotta immediatamente a provincia: essa venne divisa in quattro distretti repubblicani, che cominciarono ad essere sfruttati dai negotiatores italici.
Potenziando il ceto dei grandi proprietari terrieri, che ormai gli ex commercianti su nave erano diventati ed espandendosi verso la Numidia, anziché sul mare (come in precedenza aveva fatto), Cartagine dava estremamente fastidio a Massinissa, che durante la Seconda Guerra Punica aveva aiutato Roma con la sua cavalleria. La propaganda anticartaginese di Massinissa, infastidito dall’espansione delle ricche famiglie di proprietari terrieri cartaginesi, che aveva forti alleati nel Senato romano (tra cui gruppi, come Catone, rappresentanti del ceto dei grandi proprietari terrieri romani, i quali avevano paura che Cartagine si riorganizzasse e che desse noia al suo alleato Massinissa), riesce a convincere esponenti del gruppo dirigente di far passare in Senato e poi in assemblea il voto di una guerra. Roma invia così uno dei più brillanti generali consoli, Scipione Emiliano, che in una campagna rapidissima contro Cartagine (una città senza flotta e senza esercito, visto che si stava riorganizzando economicamente) riesce ad avere la meglio e a raderla al suolo, gettando persino sale sopra le ceneri della città incendiata: questa fu un’azione di una violenza, di una cattiveria inaudita; nel 146 a.C. nella striscia che ospitava la città di Cartagine e il territorio intorno ad essa si organizza la provincia d’Africa.
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