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I “clientes” nella società romana


Nella società romana oltre ai cittadini, che godevano di ogni diritto, agli schiavi e ai liberti esisteva un’altra classe sociale, piuttosto particolare: i “clientes”.
Di solito erano i liberti (gli schiavi affrancati) che diventavano clienti, ma non era sempre così. Pare che in origine, i clienti fossero i proprietari delle terre conquistate dai Romani e diventate, così, “ager publicus”, cioè territorio dello Stato romano; quando queste terre diventarono di proprietà delle famiglie romane, gli ex proprietari, che non erano stati ridotti in schiavitù, si misero sotto la protezione dei nuovi padroni. Si venne a creare un rapporto giuridico particolare, del resto previsto anche dalle Legge delle XII Tavole. Il padrone aveva l’obbligo di difendere gli interesse del cliente e di concedergli aiuti economici, mentre il cliente era tenuto alla prestazione gratuita di determinati servizi, dell’ubbidienza assoluta e del pieno appoggio in ogni circostanza, soprattutto in caso di votazione.
L’aspetto più caratteristico che legava il padrone al cliente era la “salutatio matutina”. Al mattino, il cliente si presentavano al cospetto del padrone per salutarlo e riverirlo. Era l’occasione per esporgli le proprie necessità: essi ricevevano allora del denaro ed una “sportula” piena di viveri. Molto spesso, per persone momentaneamente in difficoltà, essa costituiva una risorsa per sopravvivere; infatti, avvocati senza cause da difendere, insegnanti senza alunni od artisti senza lavoro si presentavano alla porta del “patronus” per la sopravvivenza quotidiana. Anche quelli che avevano un mestiere aggiungevano la sportula al loro reddito e, la mattina presto, prima di andare al lavoro, si mettevano in fila per ottenere l’aiuto giornaliero.
Per il padrone era una questione di onore e di prestigio mantenere fede agli impegni assunti nei confronti del suo cliente. Infatti la sua potenza non solo era rappresentata dal numero di schiavi o dagli iugeri di terra posseduti, ma anche dal numero dei clienti che lo ossequiavano e che obbedivano ai suoi ordini
La scena della “salutatio matutina” è stata dipinta da un pittore del XIX secolo, Roberto Bompiani. La tela è esposta a Roma, nella galleria Nazionale di Arte Moderna
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