L'arco di Costantino

Costantino non trascurò di abbellire Roma, non solo in ambito di edilizia religiosa, ma anche con interventi di architettura civile. Splendido esempio di rappresentazione visuale del suo potere e il triplice arco di trionfo che fece erigere, nel 314-315, presso il Colosseo, per celebrare la vittoria contro Massenzio. Peculiarità di dell'arco di Costantino è il fatto che gran parte della decorazione scultorea non è originale, ma recuperata da monumenti precedenti: i rilievi interni all'arcata centrale sono di età traianea, come quelli sui lati brevi esterni della struttura e le statue di prigionieri daci sulle colonne; sono invece dell'epoca di Adriano i tondi disposti a coppie sui due lati maggiori della struttura, che rappresentano scene di caccia e di sacrificio.
Ancora, sopra i due archi minori si trovano quattro copie di rilievi di età aureliana. Eseguiti espressamente per questo monumento sono soltanto i sei rilievi rettangolari disposti sopra gli archi laterali collocati alla stessa altezza sui due lati brevi.

La presenza di un nucleo così cospicua di sculture di recupero ha fatto pensare, in passato, a una decadenza delle botteghe scultoree romane, da tempo inattive. In realtà, la ragione fondamentale del reimpiego di così tanti scultore è esclusivamente politica. Costantino intende manifestare esplicitamente il suo intento di ricollegarsi ai momenti di maggiore splendore dell'impero romano, che gli si propone di rinnovare. I rilievi da lui commissionati raffigurano scene della campagna militare contro Massenzio, conclusasi con la vittoria del ponte Milvio, e del suo ingresso trionfale in città.

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