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Regno dei seleucidi

Il regno dei seleucidi era il più grande dei regni ellenistici, e si estendeva dall’attuale Pakistan all’Asia minore. Aveva come capitale Antiochia, fondata da Seleuco, che oltre a questa fece costruire altre 59 città con questo nome, o talvolta col nome Seleucia. Era situata a venti chilometri dal mare ma dato che giaceva sul fiume Oronte che era navigabile era collegata direttamente al mare. La vallata dell’Oronte inoltre era la più fertile di tutta la Siria. I seleucidi cercarono di ellenizzare il loro regno fondando città simili alle poleis, che in teoria erano quasi del tutto libere, ma in pratica dovevano pagare un tributo al re, ed era costantemente presente un depistate, un rappresentante del re che doveva controllare l’operato dei magistrati eletti liberamente dal popolo; quindi queste poleis erano solo superficialmente libere, e di conseguenza il regno non era unito. Per questo, tra i tre regni ellenistici più importanti all’epoca, quello dei seleucidi fu quello che si smembrò più facilmente; infatti, l’asia minore pochi anni dopo la morte di Seleuco si frammentò in tanti piccoli regni come Pergamo, Bitinia, Galazia, Cappadocia, Paflagonia. Eumene un rappresentante di Seleuco riuscì a bloccare l’espansione della Galazia e approfittò di questo per proclamarsi re di un piccolo regno, quello di Pergamo, che riuscì a sopravvivere solo grazie all sua politica, che prevedeva di mantenere buoni rapporti con i più forti e in particolare con Roma. I sovrani di questo regno andarono a formare la dinastia degli Attalidi. Anche quando Roma conquistò l’Asia minore e la Siria, Pergamo rimase indipendente. Quando il re di Pergamo Attalo III morì nel 133 senza eredi, nel testamento decise di lasciare il suo regno ai romani. La giudea in età ellenistica fu sempre contesa fra Seleucidi e Tolomei, fino a quando all’inizio del II secolo a.C. Antioco III riuscì a sottrarla all’Egitto, dopo l’ellenizzazione, il popolo ebreo si divise in due: una parte che non voleva avvicinarsi alla cultura greca, detti intransigenti, e un’altra parte che invece favoriva i contatti con i greci, composta soprattutto da nobili. Fra gli ebrei quelli che assimilarono maggiormente la cultura ellenica furono i cosiddetti ebrei della diaspora, cioè quelli che non erano più in giudea. Ad Alessandria d’Egitto gli ebrei erano molto numerosi, tanto da costituire un vero e proprio quartiere con oltre centomila abitanti, circa un decimo della popolazione di Alessandria, qui per la prima volta, grazie ad alcuni di loro venne tradotta la bibbia dall’ebreo al greco. I successori di Antioco III, però, non furono così tolleranti come lui nei confronti degli ebrei, facendo nascere un forte movimento nazionalista ebreo, che causò svariate ribellioni. La pù famosa fu quella dei Maccabei, che ebbe luogo nel 165 a.C. e che venne repressa nel sangue.

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