Video appunto: Età ellenistica - Studio e applicazione
Oggi è ipotesi diffusa che nel mondo antico gli esperimenti e l’attività pratica fossero trascurati e se quest’affermazione risulta in parte veritiera, è comunque necessario fare chiarezza. Gli antichi ritenevano come la più nobile delle arti lo studio fine a sé stesso, ovvero non volto a soddisfare un’esigenza pratica, poiché in caso contrario si sarebbe rimasti troppo legati ad aspetti materiali e quindi non si sarebbe stati realmente liberi.
Per questo motivo ad oggi ci è tramandato un grande repertorio di libri, le cui affermazioni spesso non sono verificate.

Tuttavia in età ellenistica anche questo tabù venne parzialmente sfatato, infatti specialmente ad Alessandria d’Egitto trovarono grande spazio anche diversi medici, in particolar modo Erofilo ed Erasistrato, che effettuarono diverse vivisezioni e studi approfonditi. Soprattutto nel campo medico infatti, almeno intorno al III secolo a.C erano frequenti gli esperimenti, facilitati dal clima di maggiore apertura. Gli esperti degli Antichi erano però differenti rispetto a quelli attuali, infatti questi ultimi possono confermare un’ipotesi, smentirla e dare spazio a nuove ricerche, invece in passato servivano solo a dimostrare quando era già sostenuto col ragionamento. Ciò significa che se un esperimento non avesse dato i risultati previsti non sarebbe stato considerato, ma probabilmente si sarebbe cercata un’altra spiegazione sempre a favore delle teorizzazioni iniziali. Diversi esperimenti furono realizzati anche da Archimede in campo matematico e le arti manuali trovarono grande spazio nella realizzazione di macchine da guerra, talvolta più meravigliose che realmente utili. Soprattutto nel teatro furono create le cosiddette “macchine meravigliose”, ovvero dei congegni mirati a sorprendere l’osservatore, ma senza una finalità pratica e utile