Concetti Chiave
- Il proletariato urbano di Roma, formato da ex contadini, soffriva di miseria e disoccupazione dopo le guerre puniche, con terreni incolti e forte concorrenza estera.
- Tiberio Gracco, tribuno della plebe, propose una legge agraria nel 133 a.C. per confiscare terreni ai latifondisti e ridistribuirli al proletariato, cercando di risolvere la crisi sociale.
- Il senato reagì con violenza alle proposte di Tiberio Gracco, accusandolo di ambizioni di potere, che portarono alla sua morte nel caos politico.
- Caio Gracco, dieci anni dopo, ripropose la legge agraria del fratello e cercò di estendere la cittadinanza agli alleati italiani, ma si inimicò la plebe.
- Dopo non essere stato rieletto, Caio tentò una rivolta armata che fu repressa dal senato, e si suicidò per evitare cattura.
Il declino dei contadini romani
Il proletariato urbano di Roma durante l’epoca dei gracchi cioè dopo le guerre puniche era formato principalmente dai quei contadini o piccoli proprietari terrieri che erano partiti per combattere e dopo le tre guerre avevano subito gravi danni economici. Infatti i loro terreni erano inariditi ed erano rimasti incolti e oltretutto avevano trovato una forte concorrenza estera sui prezzi dei cereali. Quindi questa gente non possedendo i capitali necessari per convertire le proprie colture in vigneti o uliveti molto più redditizi provò a vendere i propri territori ai ricchi proprietari terrieri con la speranza di essere assunti come contadini con un salario fisso.
La crisi del proletariato urbano
Ma i questi rifiutano perché traevano più guadagni dalla manodopera servile.
Quindi gli ex proprietari terrieri si trasferirono in massa nelle città crearono una vasta disoccupazione. Alcuni di loro erano diventati clientes cioè delle masse di persone manovrate da potenti famiglie che volevano difendere solo i proprio interessi.
In questa situazione di crisi provarono a trovare una soluzione i due fratelli Tiberio Sempronio Gracco e Caio Sempronio Gracco.
Le riforme di Tiberio Gracco
Il primo che provò a risolvere questo problema fu Tiberio. Nonostante provenisse da una famiglia patrizia si fece eleggere tribuno della plebe. Lui non sopportava che moltissima gente (cioè il proletariato) fosse costretta a vivere in una situazione di miseria senza un occupazione fissa e credeva che il protrarsi di questa situazione avrebbe portato alla rovina Roma.
L’esercito di Romano si basavo sulla divisione della popolazione in censo quindi sugli ex-contadini che si era trasformati in proletariato urbano. Questo proletariato non poteva essere censito quindi Roma si trovava sfornita di uomini che potessero formare un esercito che potesse difendere i vasti possedimenti romani. Così Tiberio nel 133 a.C dopo essersi fatto eleggere tribuno della plebe propose una legge agraria che avrebbe dovuto confiscare i terreni hai ricchi latifondisti e ridistribuirla tra la popolazione.
La fine di Tiberio e l'ascesa di Caio
Ma il dissenso dei latifondisti fu violentissimo e Tiberio fu accusato di voler impossessarsi del potere. Il senato votò contro di lui e nel caos che seguì Tiberio Gracco fu ucciso.
A dieci anni dalla sua morte tentò l’impresa Caio. Anche lui si fece eleggere tribuno ripropose la lex agraria (legge agraria) del fratello ma lui propose anche di allargare la cittadinanza hai socii italiani. Con questa proposta si inimicò il ceto della plebe che temeva di rimanere danneggiata. Nel 121 a.C non venne rieletto tribuno e quindi tentò con una rivolta armata di schiavi ma il senato soffocò la rivolta nel sangue e Caio si fece uccidere da un suo schiavo
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause del declino dei contadini romani dopo le guerre puniche?
- Come reagirono i contadini romani alla crisi economica e alla disoccupazione?
- Quali riforme propose Tiberio Gracco per affrontare la crisi del proletariato urbano?
- Quali furono le conseguenze delle riforme proposte da Tiberio e Caio Gracco?
Il declino dei contadini romani fu causato da gravi danni economici subiti durante le guerre puniche, che portarono all'inaridimento dei terreni e alla concorrenza estera sui prezzi dei cereali, costringendo molti a vendere le proprie terre ai ricchi proprietari terrieri (testo).
Gli ex proprietari terrieri, trovandosi in difficoltà, si trasferirono nelle città, creando una vasta disoccupazione. Alcuni divennero clientes, manovrati da potenti famiglie, mentre cercavano di trovare una soluzione alla loro miseria (testo).
Tiberio Gracco, eletto tribuno della plebe, propose una legge agraria nel 133 a.C. per confiscare i terreni ai latifondisti e ridistribuirli tra la popolazione, ritenendo che la miseria del proletariato avrebbe portato alla rovina di Roma (testo).
Le riforme di Tiberio incontrarono un forte dissenso e portarono alla sua morte. Anche Caio, che tentò di riproporre riforme simili, fallì e fu ucciso dopo una rivolta armata di schiavi, evidenziando la violenza e l'opposizione del senato (testo).