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La questione del proconsolato di Cesare

Il proconsolato di Cesare doveva scadere l'1 marzo del 49 a.C. ; ma a quella data sarebbe stato impossibile disporre subito di un nuovo governatore che lo sostituisse, poiché una legge fatta approvare anni prima dai triumviri prevedeva che il Senato evitasse la discussione sulla nomina del nuovo governatore fino all'1 marzo del 50 a.C. , cioè dopo l'avvenuta assegnazione ai consoli dello stesso anno delle rispettive province per l'anno successivo, poiché l'attribuzione avveniva in concomitanza con l'elezione al consolato. Il Senato dunque poteva attribuire le Gallie solo ai consoli eletti per il 49 a.C. i quali d'altra parte avrebbero potuto assumere l'incarico soltanto l'anno dopo, al termine del loro consolato. Cesare contava su questo e sul fatto che nel 49 a.C. avrebbe potuto nuovamente candidarsi al consolato per il 48 d.C. , visto che erano passati 10 anni da quando aveva ricoperto il primo consolato, come richiesto dai provvedimenti del tempo di Silla. Tuttavia uno dei consoli del 50 a.C. fece tramutare in legge un senatoconsulto che consentiva nella situazione dello stato d'emergenza di attribuire il governo delle province ai consoli di cinque anni prima. Così, allo spirare del suo potere proconsolare, Cesare avrebbe potuto essere sostituito.

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