pexolo di pexolo
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Privilegi fiscali ai vescovi cattolici

Nella lettera inviata a Ceciliano, riportata da Eusebio, dice che le disposizioni date al proconsole d’Africa Anullino e all’altro funzionario che sta per partire con lui sono state date immediatamente, dato che dovevano partire prima che il mare si agitasse (le navi si ribaltavano). Ma era altrettanto importante fu che questa somma finisse nelle mani dei membri della sola Chiesa cattolica di Ceciliano (dal greco catoliké, che significa “in comunione” con gli altri vescovi e in particolar modo con quello di Roma); in un’altra lettera esorta Anulino ad affrettarsi a restituire le Chiese e tutte quelle priorità che gli sono state tolte durante la persecuzione, in un’altra ancora conferisce l’esonero da tutte le liturgie a Ceciliano e ai chierici della santa chiesa cattolica di Cartagine. Che questi esoneri fiscali, così importanti per il conferimento di uno status speciale al vescovo che li ottiene, siano uno strumento di potere per Costantino è dimostrato dal modo in cui li dà, li cambia ridefinendoli o li toglie del tutto in base all’andamento con cui, attraverso le campagne militari, acquisisce sempre più territorio. I privilegi anzitutto offerti ai vescovi cattolici vennero in seguito estesi a tutti i governatori pagani; prima del 316 Costantino concede ai vescovi la manumissio in ecclèsia e, prima del 318, anche l’episcopalis audentia. Rassicurati nella prospettiva di rientrare in possesso dei beni loro confiscati durante le persecuzioni, essi mostrarono di aderire entusiasticamente al progetto costantiniano di un dominio unico su tutto l’Occidente, non condiviso con altri augusti o cesari come nella passata tetrarchia.

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