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[s]Dopo la morte di Costantino.[/s]
Morto Costantino nel 327 d.C, cominciò la lotta per la successione, nella quale prevalse Costanzo II, che affiancò il cugino Giuliano al governo. Una volta morto Costanzo II nel 361 d.C, Giuliano rimase al potere con l'appellativo di 'Giuliano l'Apostata', appellativo che significava 'il traditore'. Infatti, aveva ripudiato la religione cattolica alla quale era stato educato e preferì la filosofia classica a quella religiosa, allontanando così i maestri cattolici dalla scuola poiché giudicati incompatibili con i metodi d'insegnamento. Ma questa linea di governo non trovò appoggio tra il popolo e nel 363 d.C morì, terminando il suo governo.
[s]La Chiesa durante Teodosio[/s]
Un passo decisivo per l'integrazione del cristianesimo nell'Impero venne fatto da Teodosio, generale spagnolo divenuto poi capo dell'Oriente e successivamente dell'Impero. Era un imperatore cristiano anche per tradizione familiare e il problema del rapporto Stato-Chiesa fu sempre al centro dei suoi interessi. Teodosio riteneva che la religione pagana dovesse essere estirpata dalla società. Emanò così l'Editto di Tessalonica, nel quale il cristianesimo era enunciato come unica religione dell'impero e venivano proibiti i culti pagani (anche quelli in forma privata) causando così rivolte e persecuzioni. A quell'epoca c'erano diversi tipi di paganesimo: il paganesimo delle campagne, forma di paganesimo che aveva radici nell'attaccamento contadino ai riti del mondo rurale, e il paganesimo dell'aristocrazia, che professava i culti e le tradizioni dell'antica religione romana imperiale. Non era facile rinunciare in modo netto a un mondo fatto di tradizioni e ricordi, per questo furono permessi i culti pagani in forma privata.

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