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Origini del popolo ebraico

Le zone più interne della Palestina erano attraversata da confusi movimenti di gruppi nomadi di lingua semitica, la cui presenza è documentata, fin dall'inizio del II millennio a.C., nella vasta area che si estende dalle steppe a est dell'Eufrate fino ai confini dell'Egitto. Tra questi gruppi figurano le tribù che nella Bibbia vengono collegate ai nomi dei patriarchi, ritenuti gli antenati degli Ebrei: Abramo, suo figlio Isacco e il figlio di quest'ultimo, Giacobbe.
Alcuni di questi gruppi, giunti nelle zone meridionali della Palestina, più aride e meno ospitali, si spinsero quindi, come tante altre genti nomadi che nei millenni le avevano precedute, verso il Delta egiziano. Nella Bibbia queste vicende sono ricordate come l'ingresso del nucleo originario del popolo ebraico in Egitto, sotto la guida di Giuseppe, figlio di Giacobbe. Qui però, dopo un periodo di pacifica convivenza, gli Ebrei sarebbero stati posti sotto un ferreo dominio e obbligati al lavoro coatto. Questi eventi, narrati sempre dalla Bibbia, riflettono un momento storico particolarmente difficile per l'Egitto, minacciato da pericoli esterni che sarebbero culminati nell'assalto dei Popoli dl Mare, e costretto quindi a sostituire il suo atteggiamento tradizionalmente moderato verso i nomadi di provenienza palestinese, con una politica più dura e repressiva.

Dall'Egitto sarebbe partito il celebre esodo del popolo ebraico sotto la guida di Mosè che, secondo la Bibbia, avrebbe ricevuto da Dio l'ordine di ricondurre il “popolo eletto” nella “Terra promessa”, la Palestina, e trasmesso al suo popolo le tavole dei comandamenti, cioè le leggi divine.
Per insediarsi in Palestina le tribù nomadi dovettero inevitabilmente scontrasi con numerose città cananee e con i Filistei. Nell'ambito di queste vicende, essi si unirono e diedero vita a confederazioni, la più importante delle quali fu quella di Israele che arrivò a comprendere dodici tribù. Essa era accomunata, oltre che da vincoli di clan, da legami politici, di lingua e di religione.
Secondo la tradizione biblica, il nome di Israele deriverebbe da Giacobbe. Esso sarebbe stato infatti attribuito al patriarca da uno sconosciuto con il quale egli lottò. Questo sconosciuto sarebbe stato il Signore, che avrebbe voluto mettere alla prova Giacobbe. Israele significherebbe appunto “Egli lotta con Dio”. Secondo le usanze dei nomadi, il nome del patriarca si sarebbe trasmesso alla tribù. E' evidente che si tratta di una spiegazione leggendaria.

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