Concetti Chiave
- Pompeo rifiutò di governare una provincia dopo il suo consolato, preferendo rimanere a Roma per perseguire il suo progetto di potere.
- Nel 67 a.C., il Senato affrontò la minaccia dei pirati che, organizzati in flotte, attaccavano navi romane e compromettevano gli approvvigionamenti di grano a Roma.
- I pirati rappresentavano un pericolo significativo, causando non solo rapimenti ma anche carestie a causa della depredazione delle navi mercantili.
- In risposta alla crisi, il tribuno Aulo Gabinio propose una legge che conferì a Pompeo poteri straordinari per tre anni per combattere i pirati.
- Pompeo, con 500 navi e un esercito di 12.000 soldati e 5.000 cavalieri, riuscì a ripristinare le rotte nel Mediterraneo in soli tre mesi.
Pompeo contro i Pirati
Pompeo e la politica romana
Al termine dell’anno di carica come console, Pompeo rifiutò di recarsi a governare una provincia, ma non si trattava di una rinuncia alla politica: Pompeo riteneva, infatti, che Roma fosse il luogo migliore per realizzare il progetto di potere che andava da tempo perseguendo. L’occasione giunse nel 67 a.C quando il Senato decide di affrontare il problema dei pirati che ormai spadroneggiavano nell’intero Mediterraneo orientale, minacciando e depredando le navi romane.
La minaccia dei pirati
I pirati, infatti, non agivano più isolatamente, come una volta, ma si erano organizzati in vere e proprie flotte che avevano le loro basi sulle coste meridionali dell’Asia Minore, della Cecilia e di Creta; rappresentavano pertanto una minaccia pertanto gravissima, poiché chi doveva viaggiare per mare rischiava di venire ucciso o, nel migliore dei casi, di essere catturato e venduto come schiavo. Ma il problema più grave era che i pirati mettevano in serio pericolo gli approvvigionamenti della stessa Roma, depredando le navi che trasportavano il grano, infatti, essi avevano provocato più di una carestia.
Poteri straordinari a Pompeo
Di fronte a questa situazione, il tribuno Aulo Gabinio propose nel 67 a.C. una legge che concedeva a Pompeo poteri straordinari per la durata di tre anni (lex de piratis persequendis), quindi il Senato fu costretto a cedere alla pressione del popolo che temeva fortemente il ripetersi delle carestie e, quindi, una violenta reazione della plebe. Pompeo diventò così il padrone assoluto di Roma con poteri che nessun altro aveva mai avuto prima: al suo comando, infatti, aveva 500 navi, 12 000 soldati e 5 000 cavalieri. Con queste forze, nel giro di tre mesi riuscì a riaprire le rotte nel Mediterraneo.
Domande da interrogazione
- Quale fu la motivazione principale che portò Pompeo a rifiutare di governare una provincia?
- Qual era la gravità della minaccia rappresentata dai pirati nel Mediterraneo orientale?
- Che tipo di poteri straordinari ricevette Pompeo nel 67 a.C. per affrontare il problema dei pirati?
Pompeo rifiutò di governare una provincia perché credeva che Roma fosse il luogo migliore per realizzare il suo progetto di potere, come evidenziato nel testo.
I pirati si erano organizzati in flotte e rappresentavano una minaccia gravissima, poiché depredavano navi romane e mettevano in pericolo gli approvvigionamenti di grano a Roma, causando carestie.
Pompeo ricevette poteri straordinari per tre anni, diventando il padrone assoluto di Roma con il comando di 500 navi, 12.000 soldati e 5.000 cavalieri, riuscendo a riaprire le rotte nel Mediterraneo in soli tre mesi.