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La politica famigliare di Augusto

Augusto emanò leggi specifiche a difesa e incentivo dell’istituto familiare: accanto a un intento di carattere moralistico, gli storici hanno riconosciuto in questa scelta politica un tentativo per contrastare il progresso calo demografico.

La condizione dei figli delle famiglie aristocratiche, allevati da balie, quasi ignoranti dai genitori e rigidamente inquadrati, non appena adolescenti, in un’educazione di tipo militare, doveva essere piuttosto pesante. D’altra parte l’esercizio militare e una minima disposizione all’amministrazione dello Stato, specialmente se accompagnata da una florida situazione economica familiare, assicuravano l’avvio a una carriera politica in modo quasi automatico.

Un forte sistema di solidarietà di classe garantiva alle famiglie aristocratiche un relativo isolamento dal resto della società. Nelle famiglie più povere è probabile che il nucleo familiare fosse più semplice di quello patriarcale aristocratico. Spesso tutta la famiglia era impegnata nella nella gestione di una bottega o di un laboratorio: alle donne era riconosciuta un’indipendenza maggiore e i componenti della famiglia vivevano a più stretto contatto di quanto non accadesse nelle famiglie più ricche.


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