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Politica ateniese dopo Maratona



Negli anni successivi alla prima guerra persiana, Atene attraversò un periodo di forte sviluppo economico e divenne uno dei più importanti centri culturali e commerciali del mediterraneo.
I due partiti che si contendevano il governo della città erano quello aristocratico e popolare; gli aristocratici guidati da Aristide e il partito popolare, guidato da Temistocle.

Gli Aristocratici erano proprietari terrieri la cui visione politica era conservatrice e statica mentre Temistocle tutelava gli interessi dei mercanti artigiani, quindi aveva una visione più dinamica di Atene basata usi traffici commerciali.
Il diverso orientamento significava anche una diversa politica estera: Aristide era a favore di un accordo con la Persia mentre Temistocle era a favore di controllare le rotte commerciali, quindi una scelta che avrebbe portato ad un altro conflitto con la Persia.

Lo scontro tra i popolari e gli aristocratici divenne più aspro quando l’ecclesia fu chiamata a decidere su come utilizzare l’argento infatti Aristide preferiva distribuirlo agli abitanti, mentre Temistocle preferiva utilizzarlo per finanziare l’allestimento di una flotta di triremi.
Le triremi erano un nuovo tipo di nave, con tre file di rematori (anche due) su ogni fiancata, si trattava di imbarcazioni poco maneggevoli ma particolarmente potenti.
Temistocle riuscì a convincere l’ecclesia approvare la realizzazione delle triremi ma anche ala costruzione di un nuovo porto, il Pireo, che sarebbe stato in una posizione più facile da difendere rispetto all’altro porto (Falero).
La decisione di rafforzare la flotta portò alla nascita di una nuova classe sociale: i teti, la quarta classe nell’ordinamento timocratico di Solone; con la costruzione delle triremi i teti assunsero un ruolo fondamentale nell’esercito ateniese.
Nel 482 a.C. pochi mesi dopo la decisione di costruire la flotta i popolani furono riusciti a ostracizzare Aristide, che fu costretto a recarsi in esilio.