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Piramidi, simboli dei grandi faraoni

Durante l’Antico Regno furono innalzate le opere destinate a essere il monumentale sepolcro dei faraoni, le piramidi che da allora simboleggiano l'antica civiltà egizia. Una piramide era concepita come la rappresentazione del potere regale: era la prova di quanto fossero grandi la volontà e il potere del faraone, capace di mobilitare centinaia di migliaia di lavoratori e di organizzarne, in modo assoluto e autoritario, l’attività.

La più antica tra esse è quella di Zoser (primo faraone della III dinastia, 2600 a.C circa), progettata dal mitico architetto Imhotep, che passò alla leggenda come figura di sapiente e inventore: si tratta di una costruzione a gradoni realizzata interamente in pietra (simile alle ziqqurat mesopotamiche), la cui imponente mole si scorge ancora oggi all’orizzonte desertico, a Saqqar, vicino al luogo dove un tempo sorgeva Menfi.

I faraoni della dinastia seguente (la IV), Cheope, Chefren e Macerino, fecero costruire le tre grandi piramidi di Giza, vicino a il Cairo, anche esse sulla riva sinistra del Nilo, verso occidente (l’Occidente, infatti, dove il sole tramonta, era per gli Egizi il Paese dei morti, in cui bisognava collocare le sepolture).
Accanto a esse, Chefren innalzò la Sfinge, lo stupefacente monumento dalla forma metà umana e metà leonina.


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