Ominide 11270 punti

L’opera di Augusto


Per mettere ordine nel governo e nell’amministrazione dell’Impero, Augusto si circondò di persone competenti e fedeli; tra queste vanno ricordati un valente generale e ammiraglio, Agrippa, e un diplomatico protettore delle art, Mecenate.
Un corpo di soldati scelti, i pretoriani, comandati dal prefetto del pretorio, costituivano la guida personale dell’Imperatore. La classe dei senatori e quella dei cavalieri divennero due ordini con una particolare carriera e speciali privilegi.
I magistrati dovevano appartenere all’ordine senatorio, i funzionari dell’imperatore a quello equestre. Per appartenere all’ordine senatoriale era richiesto un censo di un milione di sesterzi, per appartenere a quello equestre un censo di quattrocentomila.
Augusto fece altresì riforme morali e religiose per tentare di ricondurre il popolo alle antiche virtù civili e religiose. Le province riorganizzate furono divise in senatorie e imperiali; le prime erano le più antiche, pacificate e romanizzate da tempo, le seconde erano quelle di frontiera, conquistate di recente e sede di legioni.
Ottaviano si riservò il governo delle province imperiali, attribuendosi così automaticamente il controllo dell’esercito. Egli avrebbe voluto conquistare la Germania, ma il suo generale Varo subì una grave disfatta (9 d. C.) e le frontiere furono fissate al Reno e al Danubio. Nonostante questa sconfitta l’Impero godette di un lungo periodo di pace e di prosperità economica.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove