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Oplitismo - Nuove forme di combattimento

La rivoluzione agraria e la crescita demografica, in definitiva, furono le circostanze che resero necessaria una struttura più ordinata e complessa della vita sociale: la nuova economia agricola, infatti, ebbe importanti conseguenze sulla vita comunitaria. In primo luogo, la difesa del territorio divenne una questione di interesse comune.

Nelle età precedenti, quando l’economia era prevalentemente pastorale, ciascuno poteva organizzare per proprio contro il controllo delle mandrie. Con il forte sviluppo dell’agricoltura che caratterizzò la nuova fase, invece, la difesa del territorio richiese un’attenzione continua e dovette essere affidata a persone stanziali, che potessero seguire il terreno nelle varie fasi della produzione (semina, aratura, raccolto); il controllo di aree sempre più vaste del territorio, inoltre richiedeva uno sforzo difensivo che poteva essere affrontato solo collettivamente. Per questo motivo, i contadini si organizzarono, dando omogeneità al loro modo di combattere; la guerra per bande e imboscate, tipica dell’economia pastorale, fu così sostituita da una nuova organizzazione difensiva e da una nuova tecnica di combattimento, alla quale partecipavano, sullo stesso piano e con gli stessi mezzi, tutti coloro che avevano interesse a difendere i raccolti e la terra.

Si sviluppò così uma comunità di contadini-soldati (detti “opliti”, da òpla, che significa armi) che combattevano fianco a fianco, nella cosiddetta “falange”: questa tecnica era la famosa tattica oplitica, che prevedeva scontri frontali e violenti corpo a corpo.

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