pexolo di pexolo
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Religione pubblica

Il contenuto mitico da cui la filosofia prende le distanze, ma al tempo stesso il terreno che ha preparato la sua nascita, è il contesto di arte e religione per quanto riguarda la dimensione pubblica (socio-politica). Per quanto riguarda l’arte, i poeti, la grecità trovò alimento nelle due grandi opere omeriche le quali, oltre ad avere un valore artistico-letterale, avevano il compito di rappresentare gli dèi ed il culto al tempo di Omero. Gli dèi sono forme naturali personificate in forme umane idealizzate: per questo la religione greca è stata definita una forma di naturalismo (così come la prima filosofia greca) e considerava divino tutto l’esistente (tutto è Dio, tutto ciò che è accade è spiegato come intervento di Dio).
Religione dei misteri (l’Orfismo)

Temi centrali per la filosofia platonica (distinzione fra anima e corpo, immortalità dell’anima) vengono ripresi dall’Orfismo (gli antichi non usavano questa espressione): si tratta di insegnamenti scritti e tramandati, a cui farà riferimento Aristotele per quanto riguarda i misteri orfici e Platone, nelle Leggi, riguardo un tipo di vita orfico. L’orfismo dimostra aspetti in collegamento con radici anteriori, dottrine egizie (Osiride-Iside-Dioniso: il primo è collegato all’ultimo in quanto dio “fatto a pezzi”, così quello proveniva dalla gamba di Zeus) e mesopotamiche; Orfeo è un sacerdote del culto di Dioniso, originario della Tracia, dalla natura divina. Il mito di Orfeo ed Euridice (Ovidio) è una storia dell’amore eterno: la dolcezza del canto orfico aveva il potere di incantare ogni essere (dèi, uomini, animali e natura), la sua sposa (Euridice) muore per un morso di serpente; egli scende nell’Ade per riprenderla, ci è quasi riuscito ma, volgendosi indietro per guardarla, la perde per sempre. Da questo mito si ricava che nell’uomo c’è un princìpio divino, un demone, un’anima caduta in un corpo; questo demone non solo preesiste al corpo, ma nemmeno muore in esso: è destinato a reincarnarsi, finché non riesce ad espiare la colpa originaria; la vita orfica è quella che permette di porre fine al ciclo delle reincarnazioni; l’idea della reincarnazione (metempsicosi) è forse nata per spiegare il perché delle sofferenze e avrà un largo seguito nelle teorie dei filosofi (il ricorso a questo mito nella reminiscenza platonica è uno dei rari tentativi di spiegazione razionale del fondamento della conoscenza, del perché e del come conosciamo). Questa religione è filo conduttore di tutta la cultura europea, il cui immaginario e la cui letteratura ne dimostrano chiare tracce.

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