Ominide 1909 punti

Un nuovo modello nella crisi della società occidentale antica

Il monachesimo benedettino non è una questione religiosa. La figura del monaco, cioè di un uomo che si ritira a vita privata, rifiutando la corruzione e il materialismo della società non era di certo una figura nuova. Si ritrovavano in luoghi deserti come boschi praticando varie forme di eremitaggio. Lo scopo è di elevarsi spiritualmente, poiché la felicità è dio e un cammino di mortificazione ci avvicina a lui. Eremiti ce n’erano già stati, soprattutto in oriente. Durante i 10 anni di guerra greco gotica erano moltissimi a volersi allontanare dagli orrori del mondo. C’erano già stato molti tentativi di cenobio (da koinos, comune e bios, vita), piccole comunità stanziate in una località dove vivere assieme il cammino ascetico di distacco dal mondo. Benedetto da Norcia è il precursore di quella che poi diventerà una istituzione. Nasce in Umbria verso la fine del V secolo, è fratello di S. Scolastica,, pargoli di un nobile casato Latino di latifondisti. Studia a Roma durante il regno di Teodorico con la prospettiva di diventare un alto funzionario. Ma, dato che la vita mondana non lo appaga, in quanto cristiano convinto va a vivere da eremita lungo l’Agnene, affluente del Tevere in Lazio. Dopo un certo tempo di vita così si persuade che fare il cammino in assoluta solitudine rischia di alterare la mente. Assieme a 4 o 5 suoi seguaci e compagni va a Sud, nel Lazio meridionale totalmente isolato, fr al’Iri e il Garigliano che confluiscono nell’Iri - Garigliano creando una zona collinare boscosa e disabitata se non da pochi pastori che vivevano allo stadio primitivo senza conoscere il cristianesimo, praticando dei culti pagani. Decide di insediarsi lì e li converte. Poi, sveglie di costruire una sede unica proprio su quel colle dove i monaci decidono di vivere assieme, accogliendo chiunque voglia unirsi anche se non ha la vocazione monacale. Scrive la famosa regula benedicti, norma regolatrice della vita cenobitica. Non si sa se è creazione originale o se esistevano già spunti. Storicamente, culturalmente, economicamente è determinante per comprendere l’Europa. Il monaco, oltre a leggere, meditare, pregare deve in modo ordinato, in certi momenti della giornata lavorare manualmente e in certi momenti intellettualmente. Fin dall’antichità si riteneva che il lavoro fosse una cosa da schiavi, che abbruttiva l’uomo. Per la prima volta il lavoro è arricchimento e miglioramento non solo della società ma anche di se stessi. Inoltre dovevano confessarsi pubblicamente e settimanalmente si faceva il bilancio morale. Devono essere d’aiuto l’uno con l’altro e i rapporti sono basati sull’indulgenza e sulla morigeratezza. Ognuno ha il dovere di essere d’esempio per l’altro. Non c’era né distinzione di etnia, né di provenienza sociale, culturale o economica. È una rivoluzione culturale radicale, perché prima la sofferenza del prossimo non era qualcosa di cui farsi carico per cercare di alleviare. C’era l’individualismo del riuscire ad emergere. Il terzo aspetto rivoluzionario è la coltivazione della terra disabitata. I coloni schiavi nei latifondi circondari iniziano a scappare nei monasteri per lavorare, non per forza diventando monaci. Nasce una nuoca cellula economica di comunione, lavorare insieme per migliorare le condizioni generali. Nessuno si arricchisce schiacciando l’altro e sfruttando il suo lavoro.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email