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Mesopotamia – La diffusione del modello urbano

La nascita dei primi nuclei urbani rappresentò un vantaggio evidente per le comunità mesopotamiche. Non sorprende quindi che il modello urbano si sia esteso gradualmente alle regioni vicine, anche laddove non ricorrevano le medesime condizioni ambientali. Il modello urbano di Uruk si diramò gradualmente in Media e Alta Mesopotamia, nell'altopiano iranico, in Anatolia, in Transgiordania, in Siria, in Palestina.
Il più interessante caso di urbanizzazione verificatosi fuori della Mesopotamia a noi noto è costituito da Ebla. In questa città, che intorno al 2500 a.C. dominava tutta l'area della Siria settentrionale a ovest dell'Eufrate, l'agricoltura non poteva fondarsi, per motivi climatici, su quelle grandi opere di canalizzazione che caratterizzavano la Mesopotamia. Oltre alla coltivazione dei cerali, si praticavano quelle, tipiccamente mediterranee, della vite, dell'olivo e degli alberi da frutta (tutte assenti in Mesopotamia). Grande rilievo, nell'economia eblaita, aveva inoltre una fiorente manifattura tessile connessa con l'allevamento di bovini e caprovini, cui ben si adattavano i territori stepposi della regione. Ma l'importanza di Ebla risiedeva soprattutto nel ruolo dominante che essa riuscì ad assumere nel quadro degli scambi commerciali tra la Mesopotamia e l'Egitto, tra le coste della Palestina e della Siria e i monti Zagros (nord-est della Mesopotamia).

Infatti, la nascita dell'urbanesimo fu strettamente collegata con l'intensificazione del commercio a lunga distnza, che in epoca pre-urbana era limitato a materiali come l'ossidiana e l'ambra. La Bassa Mesopotamia, come abbiamo visto, è una pianura alluvionale del tutto priva dei materiali indispensabili alla vita delle città: i metalli, il legname, le pietre da costruzione e da intaglio. Solo le eccedenze della produzione agricola prelevate dalle “grandi organizzazioni” urbane e utilizzate come beni di scambio potevano consentrie l'acquisizione di questi materiali. Per trovare il rame, i mercanti mesopotamici dovevano raggiungere (o prendere contatti con) l'isola di Cipro, l'Anatolia orientale, l'Oman, la lontana valle dell'Indo. Per procurarsi lo stagno (che in lega col rame dà il bronzo) o le pietre preziose, dovevano recarsi nell'altopiano iranico o in Afghanistan. Per il legname, erano costretti a rifornirsi dalle foreste dei monti Zagros, Tauro, Amano, in Libano e dalla valle dell'Indo.

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