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Diocleziano e i cristiani

Gallieno nei suoi otto anni da imperatorie dà unità ma cambia linea politica sulla persecuzione del cristianesimo. Dal 260 le chiese cristiane vivono in pace e questo permette alla chiesa di penetrare e svilupparsi nella società. Si diffonde perché è una dottrina che sa essere semplice e per tutto. La sua forza sta nella capacità di organizzazione. In ogni città c’è un episcopo cioè un vescovo a cui è affidata oltre alla carica spirituale il controllo delle offerte a favore dei poveri. Il cristianesimo nel III secolo è diffuso anche nei ceti medi e elevanti fino a costituire uno stato dentro allo stato. L’economia di comunione diventa contrapposta al modello schiavistico tipico Romano. Nel momento in cui la chiesa inizia ad avere ricchezze e peso nascono tensioni. Quando salirà imperatore Diocleziano i cristiani sono sovversivi. È Galerio, genero e Cesare di Diocleziano che ritiene i Cristiani pericolosi con un’avversione ereditata dalla madre. È convinto che siano una minaccia, un grave problema. In una guerra in Mesopotamia (296-298) conosce la resistenza passiva dei cristiani che lo convince ulteriormente del fatto che siano nemici. Diocleziano per 5 anni rifiuta di perseguitarli. A febbraio 303 emana un editto anticristiano chiedendo a tutti e 4 gli imperatori della terarchia di applicarlo. Nel giro di un annone fa altri. Lattanzio (uno storico cristiano) e Eusebio di Cesarea riportano che l’editto chiede che qualunque cristiano che avesse un incarico pubblico doveva fare la Traditio, cioè consegnare i libri cristiani per bruciare tutti i testi se non voleva perdere il posto. Tutti gli edifici acquistati dalle comunità cristiane dovevano essere espropriati e/o distrutti. 303 secondo editto: stabilisce per i vescovi l’imposizione della consegna di tutti i libri pena l’arresto. Nel terzo editto chiunque sia arrestato con l’accusa di cristianesimo ma sia disposto ad abiurare viene lasciato. Altrimenti veniva torturato e condannato ad bestias. Nel quarto editto si stabilisce che si può chiedere a chiunque di fare un sacrificio e uccidere chiunque si rifiuti senza processo. La persecuzione fallisce perché non c’è nessun funzionario o quasi che non sia cristiano (lui o qualche suo amico intimo o famigliare). Molto funzionari fingono di bruciare libri qualsiasi con accordi con gli episcopi o accettano di rilasciare false certificazioni. I cristiani dati in pasto alle belve sono solo i poveracci. È fallito quindi il tentativo di estirpare il cristianesimo dalle classi dirigenti, anzi, si sono moltiplicati. Il primo maggio 305 Diocleziano abdica imponendo a Massimiano di far lo stesso e ritirandosi a vita privata.

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