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innanzitutto localizziamo temporalmente i fatti: Nell’autunno 534 era morto Atalarico, figlio di Amalasunta.
La regina, ormai avvezza al controllo, è costretta per mantenere il potere a sposarsi con Teodato, un cugino dell’ex re con cui fa un patto. essa è disposta a questo accordo, ma pone una clausola: chiede cioè che il suo futuro sposo si accontenti di ricoprire solo nominalmente la carica, in poche parole di essere re di nome soltanto, mentre lei avrebbe continuato a ricoprire il ruolo monarchico cioè a governare.
Teodato, tuttavia, desidera una politica con l'elemento ostrogoto in posizione di forza, mentre Amalasunta mira all’integrazione.
la risoluzione che Teodato adotta è la prigionia della neosposa su di una isoletta del lago di Bolsena, seguita poi da peggiore decisione, cioè alla scelta di soppressione di ogni voce, tramite la di lei uccisione.
facendo cosi, fornisce motivi di guerra. La sua morte è il pretesto per attaccare per Giustiniano.

Procopio, nella “storia segreta” racconta però che l’ordine di uccidere Amalasunta non fu di Teodato. Erano arrivati infatti a Ravenna dall’oriente due vescovi per discutere di questioni teologiche e a loro chiede i riferire a Giustiniano che in cambio del suo appoggio avrebbe ceduto la toscana. Giustiniano manda un’ambasceria guidata da un certo Pietro che di nascosto aveva l’ordine di dire a Teodosio di ucciderla. Fatto sta che seguono 18 anni di guerra greco-gotica.

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