Concetti Chiave
- La stratificazione sociale storica era caratterizzata da aristocratici ed ecclesiastici al vertice, seguiti da uomini comuni divisi in servi e liberi.
- I servi erano considerati proprietà del padrone senza diritti, mentre i liberi potevano essere proprietari terrieri o chierici.
- I servi casati, una categoria intermedia, erano legati alla terra e non potevano abbandonarla, pur non essendo schiavi.
- Questi uomini conducevano una vita più autonoma rispetto ai servi, con la possibilità di avere una famiglia e trasmettere il mestiere ai figli.
- I servi casati erano tenuti a svolgere lavori per il padrone e la comunità, mantenendo legami familiari anche in caso di cambio di proprietà del podere.
Qual è la stratificazione sociale nel passato?
È sempre stato così: al di sotto di aristocratici ed ecclesiastici vi era la massa degli uomini comuni. Questi erano divisi in servi e liberi. I primi erano considerati proprietà di un padrone, non avevano alcun diritto e conducevano un'esistenza non diversa da quella degli schiavi dell'antichità. Gli uomini liberi erano invece i figli di padri liberi oppure di servi affrancati (cioè resi liberi) dal padrone alcuni erano piccoli proprietari terrieri o fittavoli, altri si davano alla carriera ecclesiastica e costituivano la cerchia di chierici. Una categoria intermedia era costituita dai cosiddetti "servi casati", cioè residenti nel fondo agricolo loro assegnato e sono chiamati anche servi della gleba, cioè della terra, con chiaro riferimento alla loro impossibilità di abbandonare il podere in cui vivevano e lavoravano.
Condizioni dei servi casati
Questi uomini non possono considerarsi schiavi, perché non erano di proprietà del signore, ma neanche liberi, perché tutta la loro famiglia di generazione in generazione era vincolata a quella terra e obbligata a coltivarla. Quando il podere in cui essi vivevano e lavoravano era venduto o veduto, anch'essi passavano alle dipendenze del nuovo proprietario: la differenza sostanziale tra servi e servi casati consisteva nel fatto che questi ultimi conducevano un'esistenza più autonoma, potevano avere una famiglia e trasmettere il proprio mestiere ai figli; quando passavano all'erede o al nuovo proprietario, non correvano il rischio di essere separati dalla famiglia e nuovamente venduti. I servi casati erano obbligati a compiere lavori (corvées) per conto del padrone in terre diverse da quelle loro assegnate, a fornire prestazioni gratuite a favore del padrone e della comunità, soprattutto ai lavori di manutenzione e sono tenuti a trasferirsi se le circostanze lo avessero richiesto.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra servi e servi casati?
- Quali erano le condizioni di vita dei servi casati?
- Quali obblighi avevano i servi casati nei confronti del padrone?
I servi casati non erano di proprietà del signore come gli schiavi, ma erano vincolati alla terra e alla famiglia, con una maggiore autonomia rispetto ai servi, poiché potevano avere una famiglia e trasmettere il proprio mestiere ai figli (testo).
I servi casati vivevano in una situazione intermedia: non erano liberi, ma avevano una certa autonomia, potevano mantenere la loro famiglia e non correvano il rischio di essere separati in caso di vendita del podere (testo).
I servi casati erano obbligati a svolgere lavori per conto del padrone, a fornire prestazioni gratuite per la comunità e a trasferirsi se necessario, mantenendo comunque un legame con la terra a cui erano assegnati (testo).