Ominide 6603 punti

L'organizzazione politica dell'impero persiano

L'impero persiano abbracciava una grande quantità di popoli diversi per lingua, cultura, religione, organizzazione sociale, economia.
I Persiani non furono solo grandi conquistatori, ma anche vincitori magnanimi. Certo essi sapevano bene come esercitare il loro dominio ed erano severi nel domare le rivolte: ma rispetto alla durezza e, in molti casi, alla brutalità del dominio assiro, quello persiano rimase famoso per la moderazione: i sovrani vinti (come, per esempio, Creso re di Lidia, di proverbiale ricchezza) furono lasciati in vita, le città conquistate non subirono distruzioni, gli dei e i culti locali furono conservati.
La corte del Gran Re (così veniva chiamato il sovrano dei Persiani) non restava fissa in un'unica città, e si spostava tra Susa, Ectabana e Persepoli, con una certa preferenza per Susa, situata sulla cerniera tra il mondo iranico e il mondo semitico. Questa mobilità esprimeva esigenze di controllo di territori vastissimi, ma corrispondeva anche alle tradizioni nomadiche della regalità iranica, che gli imperatori persiani ereditarono. Il centro dell'impero, dunque, non era una singola città, ma la corte imperiale, che si spostava ovunque fosse necessario, non solo per motivi bellici, ma soprattutto per esigenze pacifiche, di amministrazione.

Dario organizzò l'impero in venti province amministrate da governatori persiani chiamati sàtrapi (“protettori del regno”), e dette satrapìe. Diverse per grandezza e popolamento, le satrapìe erano tutte inquadrate in un unico sistema amministrativo che regolava l'entità del prelievo tributario. I sàtrapi governavano spesso come veri e propri sovrani locali, ma erano al tempo stesso rigidamente controllati dai funzionari imperiali e da un apposito corpo di ispettori viaggianti chiamati “le orecchie del re”.
Un impero tanto grande poneva in primissimo piano il problema delle comunicazioni. I Persiani riservarono particolare attenzione alla rete viaria: le principali direttrici (le cosiddette “vie regie”) erano oggetto di una manutenzione sistematica ed erano attrezzate con postazioni per il cambio dei cavalli e con fortezze dislocate nelle località meno sicure. Il sistema stradale, sviluppato per far fronte a esigenze amministrative e militari, fu anche straordianrio fattore propulsivo dei traffici commerciali tra le diverse province dell'impero persiano. Le carovane che trasportavano merci e materie prime avevano la possibilità di attraversare un'area amplissima che andava dall'Egitto al Caucaso, dall'Oceano Indiano al Mediterraneo.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email