pexolo di pexolo
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[h2Gordiano III[/h2]

Il successore di Massimino il Trace, Gordiano III (238-244 d.C.) aveva appena 13 anni e fu dunque guidato praticamente dal Sanato; incontrò anch’egli grandi difficoltà di reclutamento degli eserciti, tanto che aprì la via al reclutamento di federati barbari, cioè di elementi di popolazioni estranee all’Impero che volessero partecipare e che erano reclutate. Intere nationes barbariche chiedevano di entrare nell’esercito, come unità distinte dal medesimo: in un certo senso l’esercito romano comincia ad assomigliare a quello di Annibale, fatto di mercenari pagati, per la difficoltà di reclutare volontari romani e queste unità barbariche, sempre più numerose nell’esercito romano, furono alla base di molte delle crisi scoppiate nel IV secolo, quando improvvisamente delle unità romane pagate reagiscono contro quelle barbariche e vanno ad invertire le forze dell’esercito barbaro. Portatosi sul fronte orientale contro i sassanidi, Gordiano III non riuscì a concludere nulla e fu ucciso da Marco Giulio Filippo, suo prefetto al pretorio, che divenne imperatore con il nome di Filippo l’Arabo (244-249 d.C.), a causa della sua origine. Egli concluse rapidamente la pace con i persiani, festeggiò nel 248 il millesimo anniversario della fondazione di Roma, ma nel 249 le legioni di Pannonia proclamarono imperatore il loro generale Decio (249-251 d.C.).

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