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L’Homo sapiens sapiens


Solamente intorno a 35.000 anni fa in Europa appare l’Homo sapiens sapiens, cioè l’Uomo così come oggi lo conosciamo. Le origini della nostra specie sono ancora oggetto di discussione da parte dei paleontologi e a tutt’oggi non esistono elementi sufficienti per privilegiare nessuna teoria. Si sa per certo che le popolazioni di Homo sapiens sapiens sostituirono rapidamente le altre precedenti, ma è impossibile sapere se ciò avvenne con battaglie cruente o con una lenta e progressiva assimilazione.
A differenza delle specie che lo hanno preceduto l’Homo sapiens sapiens abita non solo in Africa, Asia ed Europa, ma, entro la fine dell’ultima glaciazione, lo ritroviamo diffuso su tutto il pianeta. L’America del Nord, priva fino a quel momento di popolazioni umane, viene abitata circa 30.000 anni fa da popolazioni asiatiche che passano attraverso lo stretto di Bering usando come passaggio naturale. Infatti, a causa delle glaciazioni, molto terre emergono formando più volte una specie di ponte che collega l’Asia al continente americano.
L’America del Sud invece viene raggiunta solo in un secondo tempo, circa 16.000 anni fa. Anche l’Australia e la Nuova Guinea vengono abitate durante la regressione marina dell’ultima glaciazione: Australia, Nuova Guinea e Tasmania costituivano allora un solo continente permettendo alle popolazioni di spostarsi abbastanza liberamente grazie ai “ponti” formati dalle terre emerse dall’oceano.
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