Concetti Chiave
- Il conflitto tra Roma e la Macedonia iniziò nel 199 a.C. a causa dell'alleanza di Filippo V con Annibale durante le guerre puniche.
- Il console Tito Quinzio Flaminio, per ottenere un vantaggio, utilizzò l'aiuto di pastori locali per aggirare le forze macedoni, risultando in un primo scontro vittorioso.
- La battaglia di Cinocéfale vide i Romani sfruttare l'agilità delle loro legioni per attaccare la falange macedone, portando a una decisiva vittoria con gravi perdite per i Macedoni.
- Filippo V fu costretto a rinunciare a ogni pretesa sulle città libere della Grecia dopo la sconfitta, segnando l'inizio del dominio romano.
- La vittoria a Pidna nel 168 a.C. portò alla cattura del re Pèrseo e alla completa soggezione della Macedonia a Roma, culminando in un trionfo romano.
L'inizio del conflitto
Il conflitto tra Roma e la Macedonia inizia nel 199 a.C. poiché i Romani non avevano mai dimenticato che Filippo V di Macedonia, durante le guerre puniche si era alleato con Annibale. Quando il re macedone inviò delle truppe vicino a Pergamo e a Rodi (una città alleata di Roma), il Senato inviò sulle coste adriatiche delle legioni per sorvegliare le mosse dell’avversario. Per diverso tempo i due eserciti non si mossero, sorvegliandosi a vicenda, senza combattere.
La strategia di Flaminio
L’anno successivo, il Senato romano affidò il comando dell’esercito al console Tito Quinzio Flaminio, con l’obiettivo di arrivare presto ad una soluzione. Il console, essendo una persona molto risoluta, arruolò un gran numero di soldati e partì da Roma con l’intento di iniziare le tanto attese ostilità. Tuttavia, i Macedoni non si muovevano e d’altra parte, un attacco alle loro posizioni era piuttosto pericoloso. Alcuni pastori del luogo aiutarono il console e si offersero per guidarlo ad aggirare il nemico e poterlo prendere di spalle. Con questo primo, scontro, il conflitto entrava nella fase acuta. Dopo un primo scontro vittorioso, i Romani riuscirono ad occupare parte della Macedonia e della Grecia, senza incontrare eccessiva resistenza. Alcune città greche videro nei Romani i liberatori dall’oppressione macedone, altre, invece, restarono dalla parte di Filippo V.
La battaglia di Cinocéfale
Nel frattempo, quest’ultimo stava riorganizzando l’esercito, formato dalla terribile falange macedone, formata da soldati disposti in file molto serrate e armati di lunghe lance e protetti da pesanti scudi; in confronto la legione romana appariva meno compatta, ma più agile. Lo scontro definitivo avvenne a Cinocéfale, in Tessaglia. Il console romano sfrutto l’agilità delle sue legioni, attaccando la falange lateralmente e alle spalle. Questa manovra colpì i Macedoni di sorpresa a tal punto che, persa ogni sicurezza, si sbandarono sul campo di battaglia. Si dice che morirono ben 8.000 soldati Macedoni e 5.000 furono fatti prigionieri. Una delle condizioni di resa, imposte al re macedone, fu di abbandonare ogni pretesa di dominio sulle città libere della Grecia.
La resa di Pèrseo
Qualche anno dopo, a Filippo V successe sul trono il figlio Pèrseo che pensò di riprendersi la rivincita sfruttando il malcontento delle città greche su cui i Romani esercitavano uno stretto controllo. I Romani e i Macedoni si scontrarono più volte senza, però, affrontarsi in una battaglia campale. Nel 168 a.C, a capo dell’esercito romano fu posto il console Emilio Paolo, che preparò con cura la sua legione. I due eserciti si scontrarono a Pidna, in Macedonia, dove i due accampamenti erano separati da un fiume. Con la stessa tattica del suo predecessore, il console riuscì a riportare una vittoria strepitoso. 20.000 soldati macedoni rimasero uccisi sul campo e tutta la Macedonia cadde, così sotto il dominio di Roma. Il re Pèrseo fu catturato e, insieme ai figli, fece parte del bottino di guerra, posto a seguito del carro trionfale del vincitore che sfilò a Pidna.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale dell'inizio del conflitto tra Roma e la Macedonia?
- Quale strategia adottò il console Tito Quinzio Flaminio per affrontare i Macedoni?
- Come si svolse la battaglia di Cinocéfale e quali furono le conseguenze?
- Quale fu l'esito finale della guerra tra Roma e Macedonia con la resa di Pèrseo?
Il conflitto iniziò nel 199 a.C. a causa dell'alleanza di Filippo V di Macedonia con Annibale durante le guerre puniche, che i Romani non dimenticarono mai.
Flaminio, dopo aver arruolato un gran numero di soldati, decise di attaccare il nemico aggirandolo grazie all'aiuto di pastori locali, portando così il conflitto nella sua fase acuta.
A Cinocéfale, il console romano sfruttò l'agilità delle sue legioni per attaccare la falange macedone lateralmente, causando la sbandata dei Macedoni e portando a una vittoria romana con 8.000 soldati macedoni morti.
Nel 168 a.C., il console Emilio Paolo sconfisse Pèrseo a Pidna, portando alla morte di 20.000 soldati macedoni e alla caduta della Macedonia sotto il dominio romano, con Pèrseo catturato e umiliato.