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La Guerra del Peloponneso - Cause


La vittoria dei Greci sui Persiani fu possibile solamente grazie al fatto che i Greci annullarono tutte le rivalità tra le poleis e avevano quindi uno scopo comune: far fronte al nemico.
Non appena ebbero annientato i Persiani, la situazione ritornò come prima, ma non solo! Gli scontri tra le poleis greche si moltiplicarono.
La polis di Atene, che possiamo definire come la protagonista delle guerre persiane decise di fare una politica avente come scopo la difesa da eventuali attacchi dei Persiani.
Lo strumento dei Greci per opporsi a questi ultimi fu la Lega Delio-Attica.
La Lega Delio-Attica era una lega navale, che prese il nome dall'isola di Delo, posto in cui veniva custodito il tesoro della Lega e si tenevano le riunioni tra gli appartenenti alla Lega. Le poleis federate si trovavano nel Mar Ionio o nel Mar Egeo ed erano tenute a versare contributi in denaro oppure a donare navi. Presto Atene assunse un ruolo centrale all'interno della Lega, inoltre benché il denaro fosse custodito nell'isola di Delo, veniva gestito da Atene, che lo utilizzò maggiormente per migliorare la flotta e abbellire la città.
Atene era quindi decisa ad affermare la sua supremazia, ma vi erano due opinioni diverse.
Temistocle, il capo del demos, cioè del popolo, era convinto che per affermare la supremazia della polis bisognasse adottare una politica aggressiva ed espansionistica; al contrario, Cimone, il capo degli aristocratici, pensava che si dovesse adottare una politica legata a Sparta, infatti egli era convinto che soltanto alleandosi a Sparta potevano far fronte in maniera efficace al nemico. I democratici invece erano addirittura disposti a battersi contro Sparta per affermare la loro supremazia, infatti è proprio questo che successe.
Quando fu eletto stratega Pericle, egli avviò una crescita economica della polis, diminuendo drasticamente la disoccupazione. Nonostante tutto il lavoro svolto da Pericle, erano ancora pochi i cittadini aventi libertà di espressione.
Avviò una politica espansionistica e dopo un po' di tempo arrivo a stabilire delle tregue con la Persia e con Sparta.
La tregua con Sparta doveva durare trent'anni, ma questo periodo di tempo non fu rispettato per diversi motivi. Sparta e la Lega Peloponnesiaca da loro fondata non accettavano la prepotenza di Atene, tant'è che ci fu disapprovazione addirittura da parte degli stessi appartenenti alla Lega Delio-Attica!
Pericle pensò subito che Sparta avrebbe approfittato di questa crisi per attaccare Atene, allora escogitò un piano: portare Sparta all'esasperazione in modo tale che essa non possa essere pronta ad uno scontro armato. Mise a punto tutto ciò emanando un decreto che vietava a Megara, alleata di Sparta, di commerciare con le poleis dell'Attica, e invase Potidea, alleata spartana che reagì proprio secondo i piani di Pericle.
Fu così che scoppiò la sanguinosa Guerra del Peloponneso. La guerra, oltre ad avere motivazioni economiche, scoppiò anche perché le due poleis non erano ugualmente acculturate.
Da un lato troviamo la bella e colta Atene, dall'altro la chiusa e bellica Sparta.
La Guerra del Peloponneso avvenne in due fasi intervallate dalla pace di Nicia. La prima fase va dal 431 a.C. al 421 a.C., la seconda va dal 415 a.C. al 404 a.C.
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