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La pace con i Parti venne conclusa da Filippo “l’Arabo” che era stato acclamato imperatore. E’ significativo che sia stato proprio questo sovrano, a celebrare, nel 248 d.C. la festa per i mille anni dalla fondazione di Roma. Furono organizzati giochi grandiosi, con migliaia di gladiatori per dimostrare la grandezza dell’impero. Pochi mesi dopo questa celebrazione, tribù di Goti, oltrepassando il Danubio. I Romani riuscirono a fermare l’invasione dei Goti versando una ingente somma di denaro. Filippo l’Arabo fu assassinato in una rivolta militare, che portò al potere Decio. Il regno di questo imperatore viene ricordato per l’avvio di una sistematica e spietata persecuzione contro i cristiani. Le necessità militari richiedevano infatti grandi spese; come contromisura, vennero aumentate le tasse sulla popolazione. Inoltre le monete di nuovo conio contenevano solo una minima percentuale di metalli preziosi e perciò di svalutavano di continuo. La peste, accentuò il fenomeno dello spopolamento delle città e delle campagne. Mancavano inoltre i soldati, cosicché il governo imperiale fu costretto ad arruolare masse di soldati mercenari. Alle frontiere del Reno e del Danubio premevano grandi masse di Germani. In particolare il popolo dei Goti. I Goti erano popolazioni germaniche provenienti dalle regioni scandinave, che, verso la fine del 2 secolo d.C. avevano iniziato a migrare in massa verso Sud. Nel corso della migrazione il nucleo principale si divise in 2 ceppi: gli Ostrogoti e i Visigoti. I Goti si spostavano i massa; si trattò di un potente movimento migratorio di gente affamata e disposta a tutto. Anche in Oriente, il Regno dei Parti diventò potentissimo grazie alla salita di una nuova dinastia, quella dei Sassanidi. I Parti disponevano di un forte esercito, le popolazioni iraniche volevano raggiungere uno sbocco sul Mar Mediterraneo. Sotto il comando di un abile sovrano, Shapur, l’esercito dei Parti sfondò le difese romane e fu poi respinto a fatica.

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