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La divisione dell’Impero romano

divisione dell’Impero romano

Teodosio morì nel 395 d.C. e l’Impero romano fu spartito tra i due figli di Teodosio: il figlio maggiore Arcadio, ottenne la parte orientale, il figlio minore, Onorio, ottenne quella occidentale. Poiché essi erano ancora due ragazzi sottoposti al controllo di tutori di corte, il potere imperiale subì una grave crisi in un momento decisivo per la sua sopravvivenza.
Del resto, anche una volta cresciuti, i due figli di Teodosio non dimostrarono alcuna capacità politica. Il vuoto di potere in seno all'Impero romano mise in agitazione le tribù dei Goti che si erano stanziate all’interno dell’Impero; esse potevano essere tenute sotto controllo solo con tributi in denaro o in terre, ma le loro richieste divenivano sempre più esigenti, mentre le risorse dello Stato si riducevano progressivamente.

In questa situazione il vero capo della politica occidentale fu il generale Stilicone: un condottiero vandalo che aveva servito fedelmente Teodosio sino a diventare comandante dell’esercito (magister militum). Silicone, al quale Teodosio, in punto di morte, aveva affidato il figlio Onorio, costituì l’ultima difesa dell’Impero occidentale.

Egli dovette fronteggiare i Visigoti, che sotto la guida del re Alarico erano penetrati in Italia, e li sconfisse a Pollenzo in Piemonte (nel 402 d.C.). Stilicone però non seppe sfruttare i propri successi, o piuttosto optò per una diversa strategia: Alarico poté infatti ritirarsi indisturbato oltre le Alpi. Rinunciando ad annientare il nemico, Stilicone proseguiva la politica di Teodosio volta ad assimilare pacificamente i Goti e a trasformarli in guardiani dell’Impero romano, ma nell’aristocrazia romana quest'atteggiamento fece nascere il sospetto che Stilicone volesse favorire i barbari a scapito degli interessi romani.

Poco dopo il confine del Reno fu scardinato da una nuova invasione di Germani (questa volta gli Ostrogoti), i quali riuscirono a penetrare sino al cuore dell’Italia e furono poi sconfitti e annientati da Stilicone a Fiesole (nel 406).

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