pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti
Eusebio di Cesarea - Spoliazione dei templi

Il primo imperatore cristiano avrebbe ordinato la spoliazione sistematica degli ornamenti e delle statue di culto in tutte le province, per la profonda avversione che nutriva verso la religione tradizionale. In particolare, le statue bronzee sarebbero state rimosse dai templi maggiori e trasportate a Costantinopoli, perché soggiacessero allo sguardo irriverente di tutti, mentre «delle statue auree si prese vendetta in modo diverso»: degli inviati imperiali ordinavano ai sacerdoti dei templi di esporre i loro dei, che venivano spogliati dei materiali preziosi perché fossero fusi. Si può tentare di ricostruire quali fossero l’estensione geografica, l’entità e la vera finalità dell’operazione. Si è parlato di un fatto epocale ma Eusebio stesso dice che, una volta denudate del metallo prezioso, le statue dorate erano ricollocate all’interno dei templi e quelle bronzee furono portate a Costantinopoli: difficilmente queste ultime saranno state un numero esorbitante. Non resta nel Codice Teodosiano, né in quello di Giustiniano alcun cenno al presunto ordine costantiniano di confisca dei beni mobili dei templi. In Occidente, solo nel 407 Onorio ordinò di rimuoverne le statue che ancora ricevessero atti di culto: vi si proclama che la misura è reiterata, ma ancora nel 399 era stato dato l’ordine di salvaguardare gli ornamenti degli edifici templari. In Oriente, la prima aspra legge di età teodosiana contro i sacrifici e i luoghi di culto pagani contiene riferimenti precisi alle statue e agli ornamenti di cui i templi continuavano ad essere ricchi. A rigore, dunque, quella descritta da Eusebio non fu misura estesa a tutto l’impero. Interessò probabilmente un’area limitata dell’Oriente, in quanto parte di un’operazione fiscale.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017