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L'età di Traiano


Con l’elezione di Traiano ha inizio il periodo cosiddetto degli imperatori “d’adozione; se la dinastia dei flavi aveva seguito il criterio dinastico per quanto riguardava la successione al trono (così come avevano fatto anche gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia), adesso veniva adottato un sistema del tutto nuovo che consisteva nel mettere al trono una personalità che avesse le capacità politiche e morali adatte a svolgere tale funzione.
L’imperatore Nerva riesce a riportare la calma a Roma dopo il subbuglio causato dalla morte di Domiziano. Egli inaugura il nuovo sistema di successione al trono, in quanto Traiano viene “adottato” da Nerva non per la nobiltà di sangue ma per via di alcuni meriti personali. Questo imperatore persegue una politica di riconciliazione con il senato, dando privilegi e potere alla classe nobiliare, mentre in politica estera il regno di Traiano si caratterizza per l’allargamento dei confini dell’Impero.
Il successore di Traiano è Adriano, il quale inaugura un regno sostanzialmente pacifico. Egli rafforza la burocrazia imperiale, limitando il potere del senato. A lui succede Antonino Pio, che si pone in linea di continuità con la politica dell’imperatore precedente. Il regno di Marco Aurelio appare, invece, più movimentato, poiché è caratterizzato da numerose guerre di successo. Marco Aurelio muore di peste e a lui succede il figlio Commodo, appena diciannovenne; si rinnova così un clima di tensione e si riprende il criterio dinastico per la successione al trono.
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