Dai palazzi micenei si passa alle polis, delle vere e proprie città stato autonome che nell' 8° secolo si trasformarono in "città aristocratiche".
Ogni polis era indipendente, ciò poteva essere pericoloso sul campo militare, ma proprio per questo si creavano alleanze militari e religiose, le cosiddette anfizionie.
L'amministrazione cittadina era coordinata da pubblici magistrati e dalle assemblee del corpo civico.
L'agorà era il luogo d'incontro dei cittadini, veniva utilizzata per assemblee civiche, per vendere e comprare merci, ciò da mercato e per posizionare i templi.
L'acropoli era la parte più alta della città ed era difesa da mura, era il vero e proprio cuore religioso.
La maggior parte della popolazione viveva nelle campagne, ma non vi era una grande separazione fra contado e città.
"Atene" era indicata più come comunità che come città.
- Conflitti interni: Lo sfogo di determinate ragioni economiche fu rappresentato dalla colonizzazione, ma vi furono anche forme interne di superamento grazie alla figura del "legislatore" che faceva da mediatore imparziale.

La crisi poteva portare anche ad una tirannide, cioè un dominio personale ed ereditario.
Sparta, invece, non fu mai luogo di conflitti grazie alla sua organizzazione rigida, dall'iniziativa di Licurgo.
Solo gli Spartiati potevano partecipare alla vita politica, vi era un'autosufficienza economica.

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