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Le Cariatidi - Eretteo


Che cosa sono le Cariatidi?

La cariatide, detta anche canèfora, è una scultura rappresentante una figura femminile che è utilizzata come sostegno di architravi nell'architettura greca.
La scultura di figure maschili è definita invece atlante o statua persica, in memoria dei prigionieri che furono catturati dai Greci durante la battaglia di Platea.
Nonostante le Cariatidi fossero già state utilizzate nella costruzione del Santuario di Apollo a Delfi, le Cariatidi più famose le andiamo a trovare nell'Eretteo, che si trova sull'Acropoli di Atene.

L'Eretteo

L'Eretteo è un tempio greco costruito verso la fine del V secolo a.C., probabilmente la costruzione di questo tempio è durata 14 anni, dal 420 a.C. al 406 a.C.
Si pensa che sia stato Pericle(495 a.C.-429 a.C.) a volere la costruzione di tale tempio, e ad egli si attribuisce la sua progettazione, anche se morì prima che l'Eretteo cominciasse ad essere costruito.
Nell'Eretteo possiamo distinguere due porticati: il porticato che si trova sul lato Sud e il porticato che troviamo sul lato Nord.
Nel porticato Nord, possiamo osservare che il tetto del tempio è sorretto da sei colonne di stile dorico, mentre nel porticato Nord si può benissimo vedere che sono sei Cariatidi a sorreggere il tetto del tempio.
Il nome del creatore delle Cariatidi dell'Eretteo resta ancora oggi sconosciuto, ma si ipotizza che sia stato lo scultore Alcamene, allievo di Fidia.
Gli storici hanno fatto numerose ipotesi sul significato delle Cariatidi.
L'interpretazione che suscita più approvazione è che le Cariatidi erano portatrici di libagione, ovvero coloro che eseguono delle offerte sacrificali di bevande alle divinità, simboleggiavano la grandezza del primo Re di Atene (Cecrope); nell'Eretteo possiamo trovare infatti anche la tomba di Cecrope.
Nel periodo arcaico, tra il VII e il V Secolo a.C., l'utilizzo delle Cariatidi era molto frequente, ma esse venivano chiamate semplicemente "Korai". Il nome Cariatidi venne attribuito soltanto dopo. Questa denominazione deriva da "Karyai", ovvero un villaggio abitato da giovani fanciulle che facevano danze in onore della dea Artemide.
Se ci rechiamo al Museo dell'Acropoli di Atene, possiamo ammirare cinque statue delle Cariatidi. Di queste cinque, una è però danneggiata in seguito ad una cannonata sparata dai Turchi Ottomani durante una guerra.
Una sesta statua si trova invece nel British Museum, le restanti cinque sono state sostituite da copie.
Abbiamo detto che l'Eretteo è un tempio, ma ospita il culto di quali divinità?
Si tratta di Atena e Poseidone.
Si narra che infatti, nel luogo in cui sia stato edificato l'Eretteo, ci fosse stato un litigio tra Atena e Poseidone per il dominio di Atene. Questo è il motivo per il quale ci sono due celle ben distinte, una dedicata al culto della dea Atena e una dedicata al culto del dio Poseidone, anche se l'area della cella dedicata al culto della dea Atena misura quasi il doppio di quella dedicata al dio Poseidone
Inoltre, in memoria della competizione tra le due divinità, si presume che il tempo ospitava una statua in legno della dea Atena e il suo simbolo: l'ulivo e il tridente di Poseidone.
Precisamente, la leggenda racconta che Poseidone e Atena si stavano contendendo il dominio dell'Attica. Loro due fecero un patto, avrebbe avuto il dominio dell'Attica colui che avrebbe fatto al popolo ateniese il dono più utile.
Allora, Poseidone, conficcando violentemente il suo tridente nel suolo, fece nascere un cavallo ubbidiente e forte, in grado di vincere tutte le guerre.
Atena invece piantò la sua lancia nella roccia, e fece sorgere l'albero di ulivo, che sarebbe stato utile ai Greci per curare le ferite e allo stesso tempo avere nutrimento per tutta la popolazione!
Zeus fu il giudice di questa contesa, e premiò Atena in quanto aveva fatto al popolo un dono utile e che allo stesso tempo non nuoceva a nessuno!
La roccia che resistette alla forza di Atena fu definita Acropoli, è proprio lì infatti che sorge l'Acropoli e si trova l'albero dell'ulivo, sacro ai Greci!
Poseidone non digerì la sconfitta, e il figlio tentò di sradicare l'albero piantato dalla sua rivale; ma finì male. Infatti lui si fece male nel compiere questo gesto sacrilego e morì.
È forse questo il motivo per il quale ad Atena è dedicato un luogo di culto più grande rispetto al luogo in cui i Greci pregavano Poseidone.
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