Catacombe


Nell'immaginario comune, il luogo che più si associa alle prime comunità cristiane è costituito dalle catacombe, ritenute erroneamente da molti sede di ritrovo e di rifugio dei cristiani per sottrarsi alle persecuzioni. Ma cosa sono davvero le catacombe? Si tratta in realtà di cimiteri sotterranei, molto diffusi a Roma per le particolari caratteristiche del suolo, a base di tufo e quindi facilmente scalabile; il termine deriva dal greco katà kymben (ovvero presso la cavità), e indicava in origine un singolo cimitero, quello in cui fu deposto San Sebastiano, che si trovava nei pressi di una depressione del terreno; a partire dal IX secolo il termine passò a indicare tutti i cimiteri sotterranei.
Le catacombe, che venivano inizialmente utilizzate non solo per sepolture cristiane, sono costituite da reticoli fittissimi e irregolari di gallerie sotterranee (a volte estese anche per vari chilometri) di diversa larghezza (circa 80-90 km) e altezza (in genere intorno ai 2 metri e mezzo). Il primo piano si trova in genere a 7-8 m dal suolo, ma ce ne sono poi altri a livelli inferiori, fino a un massimo di cinque piani sotterranei. Le sepolture avvenivano nei loculi, disposti sulle pareti in file verticali regolari; il lato esterno del loculo veniva chiuso da una lapide in marmo o da semplici tegole.

I defunti più importanti erano collocati in sarcofagi sormontati da un arco scavato nella parete (arcosolio). Sulle gallerie si possono a volte aprire inoltre ambienti più larghi, i cubicoli, a pianta quadrata o rettangolare, in genere occupati da sepolture di una stessa famiglia o associazione, come indica l'epigrafe posta all'ingresso del cubicolo stesso. All'interno delle gallerie l'illuminazione era affidata a lucerne e a lucernari: aperture quadrate che collegavano la galleria con l'esterno, garantendo anche una certa circolazione dell'aria. Le catacombe romane, come tutte le aree sepolcrali, si trovavano al di fuori dell'area urbana in genere lungo le vie consolari: i complessi più estesi iniziarono a svilupparsi non prima del terzo secolo dopo Cristo, e almeno alcuni ebbero, fin dall'inizio a carattere comunitario: appartenevano cioè alla chiesa che ne garantiva la manutenzione assicurando la sepoltura anche ai fedeli privi di mezzi. Le catacombe più antiche sono quelle di Domitilla, Priscilla, Prestato e Callisto. Dal momento che spesso nelle catacombe trovarono sepoltura i martiri, esse divennero con il tempo meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli per questo motivo le aree intorno alle catacombe venerate conobbero gradualmente lavori di sistemazione per abbellire la tomba stessa, consentire il culto e agevolare il flusso dei visitatori. Con il tempo quelle più frequentate si trasformarono in veri e propri santuari.

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