Concetti Chiave
- Il Nuovo Regno egizio inizia con Ahmosi I, che unifica il regno e avvia un'espansione territoriale.
- Thutmosi I espande il dominio egizio fino alla Nubia e all'Eufrate, integrando Palestina e Siria nell'impero.
- Thutmosi III porta l'Egitto al massimo splendore, conquistando l'Asia Minore e le città siriane costiere.
- Durante il regno di Amenofi IV, l'Egitto attraversa un periodo di instabilità politica e perde territori a favore degli Ittiti.
- Ramses II combatte contro gli Ittiti nella battaglia di Qadesh, con esiti incerti.
Nel seguente contenuto si parlerà dell’antico Egitto, dando uno sguardo in particolare all' espansione avvenuta nel tempo, il susseguirsi dei faraoni e le battaglie.
Indice
L’Ascesa del Nuovo Regno: metamorfosi di una potenza
L’epoca più gloriosa della civiltà dei faraoni si identifica con il Nuovo Regno. Il catalizzatore di questo cambiamento fu Ahmosi I. Egli riuscì a porre fine all'occupazione degli Hyksos, le popolazioni straniere che avevano preso il controllo del nord del Paese. Con la liberazione del territorio e la successiva riunificazione delle regioni dell’Alto e Basso Egitto, si aprì una stagione di efficienza bellica.Una volta ripristinato l'ordine interno, la monarchia egizia adottò una strategia di espansione territoriale senza sosta. Thutmosi I fu il pioniere di questa nuova visione imperialista: le sue armate spinsero i confini meridionali oltre la terza cateratta del Nilo, soggiogando la Nubia e le sue preziose riserve auree. Contemporaneamente, a settentrione, le sue truppe raggiunsero per la prima volta l'Eufrate. In queste terre lontane, come la Palestina e parte della Siria, l'Egitto impose un sistema di vassallaggio: le autorità locali mantenevano una gestione formale dei propri affari, ma erano obbligate a fornire risorse, operai e tributi costanti al trono egizio.
L'Apogeo militare sotto Thutmosi III
Il prestigio egizio raggiunse il suo zenit con la figura di Thutmosi III, sovrano di straordinario acume politico e bellico. Grazie a una sequenza di diciassette fortunate spedizioni militari, egli consolidò il dominio egiziano nell'area dell'Asia Minore. La celebre vittoria di Megiddo fu il cardine di questa supremazia, permettendo all'Egitto di controllare i porti strategici della costa siriana. Sotto il suo scettro, il Paese non fu solo una forza distruttrice, ma divenne il cuore pulsante dell'economia e della cultura del Vicino Oriente, attirando flussi di ricchezze e talenti artistici da ogni parte del mondo antico.
La Parentesi di Amarna e il declino della stabilità
Questo equilibrio fu spezzato dalla radicale riforma introdotta da Amenofi IV, meglio conosciuto come Akhenaton. Egli tentò di sovvertire millenni di tradizioni imponendo il culto esclusivo di Aton, il disco solare, entrando in aperto conflitto con i sacerdoti di Amon. Questa devozione quasi fanatica alle questioni teologiche lo portò a trascurare gravemente i possedimenti esteri. Mentre il Faraone si dedicava alla costruzione della nuova città di Akhetaton, gli Ittiti una bellicosa confederazione proveniente dall'Anatolia iniziarono a conquistare i territori tributari egizi, incrinando la sicurezza delle frontiere asiatiche.
Ramses II e l'epilogo dello scontro a Qadesh
Il compito di restaurare l'antica influenza imperiale spettò alla XIX dinastia, culminando nel lunghissimo regno di Ramses II, detto il Grande. Egli concentrò ogni sforzo nel contrastare l'egemonia ittita che minacciava la Siria. Il momento culminante della sua carriera fu la battaglia di Qadesh. Fu celebre per essere stata la più imponente battaglia di carri mai documentata nell'antichità.Sebbene Ramses si proclamasse vincitore assoluto nei rilievi monumentali di Abu Simbel, la realtà storica parla di un pareggio strategico: nessuna delle due armate riuscì a prevalere in modo definitivo. Tuttavia, da questa situazione di equilibrio nacque un risultato senza precedenti: la stesura del primo trattato di pace internazionale. Questo documento stabilì un patto di non aggressione e assistenza reciproca tra Egizi e Ittiti, garantendo al mondo antico una stabilità che sarebbe durata per decenni, prima che il Nuovo Regno si avviasse verso il suo inesorabile tramonto.