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Egitto – Antico regno

In Egitto, durante l'Antico regno (2650-2200 a.C.) il potere del faraone appare ormai saldamente consolidato in forme assolute. La sua persona è oggetto di un'autentica venerazione. Non è un caso che proprio questa sia l'epoca delle grandi piramidi, fatte costruire da faraoni come Gioser, Senefru, Cheope, Chefren e Micerino. Viene creato un sistema ben organizzato di governatori locali, che il potere centrale riesce a controllare e a dirigiere bene e con grande autorità. Numerose campagne militari vengono compiute (probabilmente sotto Senefru) per il controllo della Nubia, una regione vitale per il rifornimento di oro e di altri beni preziosi (ebano, avorio, pelli di leopardo, ecc.).
Questa posizione di forza del potere centrale viene meno con il Primo periodo intermedio (2200-2040 a.C.): per ragioni che non conosciamo, i governatori locali prendono gradualmente il sopravvento, danno vita a principati autonomi che spezzano l'unità politica dell'Egitto, si tramandano la carica di padre in figlio. Inondazioni disastrose e carestie sempre più frequenti testimoniano che non esiste più un potere forte, in grado di imporre e coordinare quei lavori di massa che sono necessari a disciplinare le inondazioni del Nilo e ad accumulare scorte in vista di carestie. Il disordine, l'insicurezza, la ribellione sembrano diffondersi ovunque.

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