Sapiens Sapiens 11297 punti

Le divinità romane nel periodo repubblicano


Il periodo repubblicano va dal 509 al 27 a.C. E’ un periodo di grandi conquiste e le divinità dei popoli vinti (Greci, asiatici, africani, Galli) sono accettate da Roma. Varrone ne conta fino a 30.000. Accoglienti nei confronti degli dei stranieri e pronti a trovare punti in comune con essi, i Romani hanno assimilato ad essi la maggior parte delle divinità greche. Gli storici suppongono che gli Etruschi abbiano fatto da intermediari. Le analogie che hanno permesso tale assimilazione non sono affatto arbitrarie perché Greci e Romani avevano in comune un passato indoeuropeo. Infatti Juppiter = Zeus pater corrisponderebbe a Dyaus Pitar degli Indù.
Così, fra il VI e III secolo, a Roma sorse un Olimpo romano-greco con dodici divinità principali. Esse erano:
• Jupiter o Giove – rappresentava il Cielo e l’Onnipotenza. Come simbolo aveva l’aquila, lo scettro e il fulmine
• Giunone – rappresenta il Cielo ed il Matrimonio. Il suo simbolo è il melograno e il pavone
• Minerva – Rappresentava l’Intelligenza e come simbolo portava la civetta (oggi presente sull’ euro greco), lo scudo e l’olivo
• Apollo – venuto dall’ Italia meridionale, verso la fine del IV secolo, era la sola divinità che abbia conservato la personalità ellenica poiché i Romani non avevano nulla che gli somigliasse. Apollo proteggeva le arti e simboleggiava la forza del Sole. Come attributi aveva l’arco e la lira.
• Diana – rappresentava la Castità, la Caccia e la forza della Luna. I suoi simboli erano il quarto di luna, l’arco e il cerbiatto
• Mercurio – proteggeva il commercio e rappresentava l’eloquenza. Le ali e il caduceo erano i suoi simboli. Il caduceo è un bastone alato con due serpenti attorcigliati intorno;
• Vulcano – il dio del fuoco, simboleggiato dall’incudine e il martello
• Vesta – divinità del focolare domestico; il suo attributo era la fiamma
• Marte - dio della guerra, rappresentato dal casco e dalle armi
• Venere – la dea dell’amore e della bellezza. La colomba era il suo simbolo
• Cerere – rappresentava la forza della natura e rappresentava la fecondità. I suoi simboli erano una fascio di spighe di grano e una falce
• Nettuno – divinità del mare, rappresentato da un tridente e da un cavallo.
Ai loro dei di origine ellenica, i Romani cominciarono ad innalzare delle statue
A partire dalle guerre puniche, i Romani cominciano ad essere attratti dai culti orientali e dalle cerimonie misteriose e che promettevano a fedeli la felicità eterna. Infatti nel 204 essi accolgono solennemente la Pietra nera, inviata dal re di Pergamo su richiesta del Senato. Si diceva che essa fosse stata fatta cadere da Cibele stessa. Il culto di Cibele venne adottato dai Romani con lo scopo di garantirsi i favori locali durante la Seconda guerra punica. Il motivo di fondo era il tentativo di combattere le razzie che Annibale stava facendo in Italia. Alcuni culti orientali avevano un aspetto scandaloso, come i Baccanali che furono repressi ed aboliti con violenza nel 186. Anche il culto di Attis, l’amante di Cibele, fu proibito perché sanguinoso. Come si vede, nel periodo repubblicano la religione e quindi il culto degli dei è posto sotto la sorveglianza del Senato.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Egitto - Divinità