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Democrazia degli antichi e democrazia dei moderni


Vi sono evidenti differenze tra la democrazia degli antichi e quella dei moderni:
Antichi: amministrazione e gestione della giustizia di tipo egualitario e partecipativo (diretta); non venivano eletti organi di rappresentanza, il popolo non doveva legiferare ma governare; le cariche erano scelte tramite sorteggio, dunque incarichi pubblici non venivano svolti per professione; la linea guida era quella di una democrazia deliberativa e consensuale, debolmente costituzionalizzata priva del concetto di Stato e sovranità (Constant> la loro libertà consisteva nell’autogoverno partecipativo). Si tratta di una democrazia che esclude gran parte degli abitanti effettivi di un luogo, nella quale vige i concetto di stirpe, sangue e parentela, mentre è assente quello di universalità. Riguarda comunità ben precise e chiuse, per motivi geografici ed ideologici, alle quali gli individui si vincolano per difendersi dagli stranieri, fidarsi reciprocamente ed avere una vita soddisfacente. Vige l’identificazione tra cittadino e soldato, basti pensare alle divisione censitaria di Solone che tiene conto anche del contributo che ogni cittadino può dare, economicamente o fisicamente, al momento dello scontro bellico.
Moderni: elezione di un Parlamento con poteri legislativi nel quale si esprimono rappresentanti (di professione) scelti dal popolo che detiene pertanto, seppur tramite rappresentanza, non il potere di governo, bensì quello legislativo. Vi sono partiti che rappresentano fazioni a volte discordi, nel confronto dei quali prevale il principio di maggioranza (Constant> la loro libertà risiede nell'inviolabilità dell’individuo e della sua sfera privata).
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