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Decadenza della religione greco-romana

Quando nel I secolo dopo Cristo compare il Cristianesimo nel mondo mediterraneo, sotto l’unico dominio romano, la religione tradizionale dei Greci e dei Romani era in decadenza. Già i filosofi greci avevano criticato il politeismo, con un numero esagerato di Dei che si comportavano come gli uomini, con le stesse debolezze e gli stessi vizi. Gli scrittori proponevano ai lettori i vecchi miti ma si trattava solo di convenzioni letterarie a cui nessuno dava importanza. Un esempio molto significativo ci è fornito da Virgilio e da Orazio: nelle loro opere essi cantavano le imprese mitologiche delle divinità, pur essendo personalmente seguaci della filosofia epicurea il cui scopo era quello di dare una spiegazione scientifica ad ogni fatto naturale. Ma il materialismo epicureo non era la sola nuova forma di credenza religiosa. Ad esso si opponeva lo stoicismo che introduceva il concetto di Provvidenza divina, di fraternità fra tutti gli uomini e di impassibilità di fronte alle vicende umane. In questa atmosfera di ricerca di una fede diversa e più intima, nella società romana si stavano facendo strada anche i culti orientali: Iside, proveniente dall’Egitto, Serapide originario della Frigia, il Sole di orine siriana. Spesso questi nuovi culti erano collegati a delle sètte segrete che organizzavano riunioni cerimonie sacre per iniziati; fra di esse dobbiamo ricordare i Misteri orfici e il culto di Mitra in cui si parlava di morte e di resurrezione e di atti di purificazione attraverso i quali l’essere umano riusciva a mettersi in contatto con la divinità. I Misteri orfici credevano nella divinità e quindi nell'immortalità dell'anima al fine di evitare la perdita di tale immortalità, la necessità di condurre un'intera vita dedicata alla purezza.

Nell’insieme si stava preparando un ambiente adatto ad una religione che, rompendo i vecchi schemi politeistici, parlasse di fraternità, di redenzione e di resurrezione e soprattutto che si facesse costruttrice di una nuova società fondata sull’amore reciproco e sull’attesa di un momento che avrebbe riscattato l’uomo da un’esistenza fatta di miseria e di imperfezione. In altre parole, si stava preparando un terreno adatto per riceve il Cristianesimo e la Chiesa Cristiana.

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