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Damnatio Memoriae

La locuzione latina Damnatio Memoriae significa letteralmente 'condanna della memoria' e venne istituita nella Roma Antica in età repubblicana.
Questa pena consisteva nella cancellazione di una determinata persona da tutti i documenti esistenti che ne contenessero la nomina, con l'obiettivo di mantenere l'onore di Roma.
Infatti, nella società romana si dava molta importanza all'immagine e alla reputazione di cui un cittadino godeva, per questo la condanna appariva ancora più crudele.
Durante la Repubblica, era riservata a coloro che appartenevano alla classe più elevata.
La Damnatio Memoriae consisteva nella cancellazione del nome (abolitio nominis), che non sarebbe stato tramandato nella gens del condannato.
Inoltre, se il Senato si fosse dimostrato concorde, l'abolitio nominis sarebbe stata seguita dal rescissio actorum, ovvero l'annullamento degli atti compiuti dal condannato durante la carica sociale che aveva rivestito.

Se il processo avveniva quando egli era ancora vivo, la pena veniva considerata tale e quale alla morte civile.
In età imperiale la Damnatio Memoriae si estese persino agli imperatori uccisi o decaduti.
I loro nomi furono cancellati dalle opere sulle quali erano stati iscritti, le statue vennero distrutte e i loro volti sfregiati nei ritratti di famiglia.
Tra le persone che furono soggette alla Damnatio Memoriae si ricordano: Caligola, Seiano, Nerone, Domiziano, Messalina e Geta.

La pena si protrasse anche nel Medioevo, ove persino alcuni papi ne subirono la condanna. Particolare è il caso di Papa Formoso, che subì un processo post mortem con l'accusa di sacrilegio.
Il suo cadavere fu riesumato, vestito con gli abiti pontifici e posto su un trono nella sala del concilio, dove Papa Stefano IV avrebbe dovuto processarlo.
Per rispondere alle domande, al posto di Papa Formoso venne chiamato un diacono.
Una volta terminato, il papa venne condannato per abuso di potere e, strappategli le vesti, amputate le tre dita usate per le benedizioni, il suo cadavere venne gettato nel Tevere.

In età moderna la Damnatio Memoriae è stata utilizzata anche contro ideologie politiche come quelle nazi-fasciste nei Paesi in cui esse sono state adottate.

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