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La cultura egiziana


Gli Egiziani raggiunsero anche un elevato grado di cultura. Essi ci hanno dato la carta, ottenuta pressando strisce di papiro: una pianta che cresce lungo il Nilo, e in Italia a Siracusa, ed ha una corteccia sottilissima e resistente.
L’inchiostro, nero e indelebile, era ottenuto mescolando acqua, fuliggine e resina vegetale. Le canne fornivano le penne. La scrittura egiziana era ottenuta con disegni e simboli convenzionali che si chiamavano geroglifici.
Gli Egiziani ebbero buone conoscenze matematiche, come dimostrano la costruzione delle Piramidi, i calcoli precisi sul comportamento del Nilo, la misurazione dei campi, i cui confini erano cancellati ad ogni inondazione. Essi non ebbero però mai scopo scientifico (di conoscenza), ma solo pratico. Divisero l’anno in tre stagioni: la prima dell’inondazione, la seconda della coltivazione, la terza del raccolto. Ognuna comprendeva quattro mesi di trenta giorni. Alla fine del dodicesimo mese erano aggiunti cinque giorni.
Gli Egizi furono grandi costruttori: i loro immensi templi, le piramidi, i monumenti funebri, gli obelischi, simbolo dei raggi del sole nascente, sono fra le maggiori opere d’arte che gli uomini costruirono in ogni tempo. Grandiose e meravigliose sono anche le sculture egizie, tra le quali è famosissima la grande statua della Sfinge di Gezech e molto noti i colossi detti di Memmone.
Le numerose pitture murali a noi pervenute sono veri quadretti della vita di ogni giorno. L’Egitto ebbe anche una letteratura della quale conosciamo inni e preghiere, poemetti, racconti e favole.
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