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Crisi economica e politica dell'impero Romano


Per poter amministrare il territorio vastissimo dell’impero e organizzare una valida difesa delle incursioni dei barbari stanziati ai confini, lo Stato romano doveva far fronte a spese ingenti. L’esercito che presidiava le frontiere era composto da numerosissimi soldati, i quali ricevevano una paga e dovevano essere riforniti di armi, tende, vestiario e cibo. Per reperire il denaro necessario, lo Stato aumentava continuamente le imposte. I piccoli proprietari terrieri, non essendo in grado di pagare quanto richiesto, finirono con il cedere le loro terre ai grandi proprietari, impegnandosi a lavorarle in cambio di una piccola parte del raccolto e della protezione del padrone. Ma in questo modo molte terre rimasero incolte in quanto nei latifondi si produceva solo lo stretto necessario per la sopravvivenza del signore e di chi lavorava la terra. La produzione agricola diminuì notevolmente, e con essa gli scambi con le città; di conseguenza anche le attività cittadine, come l’artigianato e i commerci, entrarono in crisi. Molti cittadini cominciarono ad abbandonare le città; soprattutto dopo il IV secolo, quando il pericolo delle invasioni dei popoli barbari divenne sempre più incombente, i ricchi preferirono stabilirsi nelle loro ville di campagna. Si ruppe cos’ l’antico equilibrio tra città e campagna che per tanti secoli aveva contribuito alla prosperità del mondo romano. Alla fine del II secolo i generali dell’esercito romani, diventati molto potenti nella crisi generale, iniziarono un periodo di lotte per contendersi il trono imperiale. Ma ogni volta che qualcuno di essi, con l’appoggio dei suoi soldati, riusciva a prendere il potere, veniva ben presto sconfitto o ucciso dai rivali. Per un lungo periodo l’Impero rimase così senza un governo stabile e autorevole. Alcuni imperatori tentarono di affrontare la grave crisi economica e politica che aveva sconvolto l’Impero suddividendo il territorio in diverse parti. Dopo la morte dell’imperatore Teodosio, nel 395, l’Impero romano venne definitivamente diviso in due Stati indipendenti: l’impero d’Oriente , con capitale Costantinopoli e l’Impero d’Occidente, con capitale Ravenna. I due imperi ebbero vicende storiche diverse: quello d’Oriente, detto anche bizantino, si conservò per circa un millennio, mentre l’Impero d’Occidente durò solo ottanta anni. Nel 476 il comandante germanico Odoacre depose l’ultimo imperatore, Romolo Augustolo, ponendo fine all’impero romano d’Occidente. Con la caduta dell’Impero romano finisce il lungo periodo che gli storici chiamano età antica e che aveva avuto inizio dalle prime grandi civiltà. Si apre una nuova epoca, chiamata Medioevo: esso durerà circa 1000 anni.

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