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Basilica dei santi Apostoli


La basilica dei santi Apostoli, concepita come propria sepoltura verso la fine del regno su una collina entro le nuove mura della città, costruite quando quella si era ormai espansa rispetto all’assetto originale, era probabilmente un mausoleo di forma circolare come quello di Galerio a Tessalonica, cui solo Costanzo II aggiunse la basilica cruciforme. È questo, peraltro, l’unico edificio di culto cristiano nominativamente ricordato nella Vita. È celebre il giudizio, da molti condiviso e spesso ripetuto, di G. Dagron, secondo cui la capitale cristiana d’Oriente fu Gerusalemme e non Costantinopoli, ove per lungo tempo non vi fu reale intento di cristianizzazione. Assumere, anche se solo per metà, l’ottica eusebiana, è comunque fuorviante. Eusebio parla poco di Costantinopoli cristiana, perché poco aveva da dire. Parla molto e a lungo di Gerusalemme, perché ciò gli consente di cambiare argomento al momento giusto, evitando di raccontare il triste epilogo dei vicennalia. Solennemente aperti nel 325, si conclusero il 25 luglio 326 ma furono funestati dall’esecuzione del figlio Crispo a Pola (il 15 luglio 326) e dal suicidio della moglie Fausta: un’altra omissione, essenziale per non intaccare la bella immagine di Costantino cristiano e procedere alla sua esaltazione, con il racconto delle fantastiche costruzioni in Terrasanta.
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