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Concetti Chiave

  • Malala e l'autore del Chronicon Paschale riconoscono la Tyche e altri elementi pagani, evidenziando una percezione mutata del paganesimo nel VI secolo.
  • Costantino, in un ambiente civico influenzato dal paganesimo, promuove gesti politico-religiosi per coinvolgere anche i pagani nella devozione imperiale.
  • Giuliano, contemporaneo di Costantino, considerava la Tyche meritevole di tradizionali offerte sacrificali, mostrando la persistenza del culto pagano.
  • La Tyche della città, secondo lo Pseudo Codino, era una statua portata da Roma, collocata sotto l'Apsis del Palazzo imperiale di Costantinopoli.
  • Costantino adornò il soffitto di una sala interna del Palazzo con chrismon d'oro, mentre la statua della Fortuna romana fu sistemata sotto un ingresso monumentale.

Malala e il contesto pagano

Malala e l’autore del Chronicon Paschale, tuttavia, non ebbero alcuna remora a ricordare la Tyche, il monumento imperiale e il rito dell’ippodromo, sia che nell’avanzato VI secolo il ‘paganesimo’ non fosse più avvertito come un pericolo, sia che la percezione di tratti pagani in qualunque iniziativa imperiale fosse riassorbita dai caratteri divini della sovranità.

Costantino e la Tyche

È tuttavia innegabile che, in un contesto civico intriso di paganesimo come quello in cui si svolse la rifondazione di Bisanzio, Costantino avesse ritenuto conveniente compiere gesti politico-religiosi che consentissero anche a sinceri pagani di esprimere la propria devozione: molti, infatti, come Giuliano a metà dello stesso secolo, continuavano a ritenere la Tyche una divinità degna delle tradizionali offerte sacrificali nella Basiliké.

La statua della Fortuna romana

Se diamo fede allo Pseudo Codino, non si trattava di quella che Costantino aveva fatto venire dalla capitale d’Occidente, perché quest’ultima fu collocata sotto l’Apsis del Palazzo imperiale: «La Tyche della città era una statua e fu fatta portare da Roma da Costantino il Grande; stava sotto l’Apsis del Palazzo. Il re Maurizio la fece fare a pezzi» (Patria III, 131). Secondo R. Janin, l’Apsis era una porta voltata che metteva in comunicazione gli edifici costantiniani del Palazzo (di Costantinopoli) con i nuovi di età giustinianea. Prima che questi ultimi fossero costruiti, essa costituiva uno degli ingressi monumentali della nuova residenza imperiale. Costantino, dunque, fece applicare il chrismon d’oro, incastonato di pietre preziose, sul soffitto di una sala interna del Palazzo ma collocò la statua della Fortuna romana, fatta venire dalla capitale, sotto una volta d’ingresso di quello.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della Tyche nel contesto della rifondazione di Bisanzio da parte di Costantino?
  2. La Tyche rappresentava un simbolo di devozione anche per i pagani, permettendo loro di esprimere la propria fede in un contesto civico intriso di paganesimo, come evidenziato nel testo.

  3. Dove fu collocata la statua della Fortuna romana portata da Costantino?
  4. La statua della Fortuna romana fu collocata sotto l’Apsis del Palazzo imperiale, come riportato dallo Pseudo Codino, e non era quella che Costantino aveva fatto venire dalla capitale d’Occidente.

  5. Quali gesti politico-religiosi Costantino compì per integrare i pagani nella nuova Bisanzio?
  6. Costantino compì gesti politico-religiosi che consentivano ai pagani di esprimere la loro devozione, come dimostrato dalla continua venerazione della Tyche, considerata una divinità degna di offerte sacrificali.

Domande e risposte

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