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La città di Roma al tempo della monarchia (753-509)


Durante il periodo della monarchia Roma si estendeva su sette colli, ad est del Tevere. Essa era circondata e protetta da una cinta di mura detta, Mura di Servio Tullio. Intorno si estendeva uno spazio libero, chiamato pomerium, riservato al culto religioso, in cui era proibito abitare o praticare coltivazioni. In oltre era proibito accedervi con le armi. Era in questo luogo che veniva letto il volo dell’uccello al fine di interpretare il futuro (= auspici)
Nella città si distinguevano almeno otto spazi importanti:
Quirinale: comprendeva il campo dei supplizi cioè il luogo in cui le vestali infedeli venivano seppellite vive, antico Campidoglio, cioè il tempio della Triade Giove-Giunone-Minerva e il tempio del dio Quirino
Campidoglio: era la cittadella etrusca. Oltre alla luipa di bronzo e alla casa di Romolo vi si trovava la roccia Tarpeia da cui venivano precipitarti i condannati per alto tradimento.
L’isola tiberina: la leggenda vuole che durante la rivoluzione del 509, i Romani gettarono nel fiume il grano mietuto nella proprietà del re; esso non defluì, si ammucchio e da questo nacque l’ isola
Il Foro: vi si trovavano diversi templi, una prigione, la tomba di Romolo, il palazzo del re, il bosco sacro delle Vestali e la Curia Ostilia in cui il senato si riuniva
Palatino, che Ovidio definisce un pascolo destinato ai buoi da lavoro. Comprendeva una vecchia necropoli, il lupercale (la grotta in cui si ritirò la lupa dopo aver allevato Romolo e Remo) ed il fico, ai piedi del quale la corrente del Tevere depositò i due gemelli.
Velabro: era un’area pianeggiante collocata fra il Tevere e il Foro. I Romani vi avevano costruito il Grande Circo, il grande altare di Ercole che la leggenda voleva che fosse stato opera dello stesso Ercole dopo la vittoria su Caco, la Cloaca Massima ed infine il Ponte Sublicio, costruito in legno
Aventino: era il colle di più difficile accesso e che arrivava fino al bordo del Tevere. Vi si trovava la tomba del re sabino Tito Tazio
Celio. Inizialmente era chiamato Querquetulus a causa dei boschi di querce.
Per concludere questo breve excursus attraverso l’antica Roma, bisogna ricordare che tutto quanto ci è noto del periodo regio sono più ipotesi che certezze
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