La Cina delle grandi dinastie

In Cina la presenza di grandi fiumi favorì lo sviluppo di vaste comunità sociali in grado di dare origine a una civiltà molto radicata nelle tradizioni e capace di mantenere la propria identità culturale e sociale immutata.
Confucio e i suoi successori elaborarono delle dottrine morali,politiche e sociali e da esso derivano:
-la concezione della società come organismo fondato sul rispetto dell'autorità dello Stato;
-l'importante immobilità dei rapporti sociali,per cui ciascuno doveva aderire al proprio modello per così dire:i nobili detenevano il potere e potevano imporsi sulle classi subalterne; chi serviva doveva obbedire ai propri superiori;
-la religione considerata come uno strumento civile per regolare attraverso il cerimoniale ogni grado di dipendenza;
-l'ammirazione per i principi che venivano tramandati dal passato;
-il rispetto dei contadini per conservare l'ordine sociale.
Nel corso dei secoli ci furono dei tentativi falliti di rinnovare la struttura statale cinese a causa dell'opposizione delle masse contadine.
Nel caso invece degli unni e dei mongoli i cinesi riuscirono a mantenere immutati tanto la cultura quanto l'organizzazione statale anche durante la dominazione straniera.
Tra il 5 e il 12 secolo l'Asia centro-orientale,e in particolare l'impero cinese visse un periodo di sviluppo ricco di iniziative commerciali e manifatturiere,tanto che secondo gli storici,intorno al 1200 la Cina era tecnicamente ed economicamente più progredita dell'Europa
Il primo dei rinnovatori della struttura sociale fu Shih Huang che dopo essersi proclamato imperatore attuò l'unificazione imperiale annettendo al proprio Stato gli stati minori cinesi.
La dinastia Qin (221-206 a. C), a cui la Cina deve il suo nome, fu breve ma affermò l'idea dell'unità imperiale come unità culturale.
Tuttavia fu sotto la dinastia Han(206 a. C-220 d. C) che l'impero strutturò la sua organizzazione militare e burocratica centralizzata,ripristinando certe strutture politiche del passato e ponendo le basi per la costruzione del paese quale oggi è.
Dopo il crollo della dinastia Han,tra 3 e 6 secolo lo Stato cinese si frammentò sotto il peso delle invasioni unne e turche(nella Cina del Nord)e a causa delle lotte dinastiche (nella Cina del Sud).
Fu in questo periodo che il buddhismo si diffuse per tutta la Cina,influenzando l'arte e la letteratura.
Nel 589,l'impero cinese si riunificava sotto la dinastia Sui (581-618)e si avviava a raggiungere il massimo splendore sotto la dinastia Tang (618-907).
Il periodo Tang fu caratterizzato da progresso e prosperità:
-furono varate riforme agrarie che consolidarono l'agricoltura irrigua e riforme fiscali che diedero grande impulso all'economia;
-cominciò l'espansione verso occidente;
-la poesia cinese raggiunse la sua massima fioritura;
-furono istituiti gli esami imperiali attraverso i quali lo Stato reclutava i funzionari-i mandarini-destinati ad amministrare l'impero e le province più lontane.
Essi dovevano dimostrare di avere conoscenze scientifiche, matematiche e giuridiche accanto alla conoscenza degli scritti del maestro Confucio.
Fu anche grazie alla preparazione e all'efficienza dei mandarini, che gli imperatori cinesi riuscirono a mantenere unito per lunghissimo tempo un impero di oltre 6 milioni di km quadrati.
Tutta via le lotte intestine della classe dirigente avviarono la Cina dei Tang verso la decadenza; lo strapotere esercitato da proprietari fondiari, funzionari, mercanti e monasteri buddhisti che si erano impossessati delle terre riducendo i contadini in miseria provocò continue rivolte rurali, cui seguirono ripetute crisi politiche.
Alla fine del 9 secolo la dinastia Tang fu travolta dal caos e il Paese conobbe un lungo periodo di anarchia militare,durante il quale si frammentò in numerosi regni.
La superiorità della Cina apparve evidente al viaggiatore europeo nonostante egli fosse venuto in contatto con la Cina predata dai mongoli.

Tale superiorità si espresse soprattutto nell'ambito tecnologico:numerose innovazioni tecniche erano comparse in Cina con secoli, a volte con millenni, di anticipo:dalla produzione dell'acciaio temperato alla produzione della seta,ad una velatura efficiente per la navigazione,ai mulini a vento,al telaio per la tessitura,alla bussola magnetica,alla carta fino alla stampa.

Tuttavia, nonostante questa fecondità di invenzioni, il popolo cinese sembrò rimanere, dopo l'epoca delle scoperte, sostanzialmente arretrato nei confronti dell'Occidente.
Tanto che l'Europa sembrava aver superato l'Oriente dal punto di vista economico e tecnologico soprattutto alla vigilia della Prima rivoluzione industriale.
Se la storiografia non è un anime nello stabilire i termini di tale primato, concorda nell'affermare che il popolo cinese si chiuse in se stesso e finì per assumere un atteggiamento di disprezzo nei confronti di ogni nuovo traffico o tecnica che si proponesse di mutare il passato.
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