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Chiesa Cristiana nel IV secolo

Nel IV secolo, il Cristianesimo da religione di un esiguo numero di perseguitati si trasforma in una religione di massa, con milioni di adepti ed incardinata all’interno dell’ Impero di Costantino. I vescovi che vivono alla corte dell’ Imperatore perdono il carattere di apostoli e lo spirito delle prime generazioni non è ormai più lo stesso; la mondanizzazione della Chiesa è rapida e l’impoverimento spirituale quasi inevitabile in quanto essa acquisisce sempre maggior ricchezze. Nonostante questa deviazione che riveste un lato negativo, il Cristianesimo resta una grande potenza spirituale, in grado di far sentire ovunque la sua influenza. L’arte e la cultura in genere non sono estranee alla nuova religione: nelle città, al posto dei vecchi templi pagani, spesso in rovina, sorgono le basiliche cristiane che vengono decorate con mosaici brillanti d’oro o con bassorilievo in cui è evidente l’influsso orientaleggiante che proviene da Bisanzio. A Milano, il vescovo Sant’Ambrogio elabora il canto sacro (inni ambrosiani) che per secoli resteranno patrimonio della liturgia cristiana. Soprattutto in Oriente si fa strada un movimento nuovo determinato dall’esigenza di fuga da una realtà dominata dalla rapacità imperiale e da una Chiesa sempre più incline agli interessi terreni: si tratta degli eremiti che scelgono di andare a vivere nella solitudine per meglio ricercare la santità a cui si aggiungono i monaci, specialmente quelli orientali, che si dedicano a pratiche ascetiche che uniscono preghiere e meditazioni a mortificazioni corporali (digiuno, astensione dal sonno, dal lavarsi, torture varie). Il fenomeno del monachesimo orientale non tarda a diffondersi anche in occidente per merito di San Benedetto. Intanto, la presenza di un Cristianesimo di massa determina una netta separazione fra laici (= popolo) e il clero (= parte scelta). Su modello della burocrazia imperiale, la Chiesa tende a dotarsi di una propria gerarchia. Nel frattempo, tra i vescovi acquistano notevole prestigio coloro che sono titolari di Gerusalemme, Antiochia, Alessandria d’Egitto, Costantinopoli e Roma che vengono indicati col termine di Patriarca.
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