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Casa del fauno (120-100 a.C.)
Gli scavi archeologici di Pompei hanno portato alla luce l’antica città con le sue case, le botteghe, le vie. La “Casa del fauno” fornisce un’idea molto precisa di come era strutturata la domus (cioè la tipica casa signorile) romana.

La domus si sviluppava su un piano solo e si estendeva in largo occupando talvolta lo spazio di un intero quartiere. Dall’entrata (fauces) si passava nell’atrium. In fondo all’atrio, il quale era affacciato con un lato sul peristilium, solitamente si ricevevano gli ospiti. Il peristilium era un giardino circondato da un colonnato sotto il quale c’erano le porte che davano alle camere da letto (cubicula) e ai triculnium, la sala da pranzo.

Alcune domus possedevano un altro peristilio adibito a piccolo orto o giardino, intorno al quale si sviluppano altre stanze private. Tutte le finestre erano rivolte verso l’interno della casa.

Al centro dell’atrium, di forma quadrata, si trovava l’impluvium, una vasca per la raccolta dell’acqua piovana proveniente dall’apposita apertura nel tetto.
Attorno all’atrio c’erano alcune stanze adibite a vario uso, come per esempio la cucina, su un apposito bancone di laterizio, si preparavano le pietanze, cucinando in piccoli forni o sopra dei bracieri.

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[img]http://http://www.bbfauno.com/wp-content/uploads/2012/10/casa_del_fauno.jpg[/img]

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