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Cartagine dominatrice del mare

Cartagine era a capo di un grande stato marittimo e commerciale; il suo dominio comprendeva parte della Sicilia, le isole Balneari, le coste della Spagna, della Sardegna e della Corsica. La ricchezza di Cartagine era dovuta al monopolio del commercio e ai diritti doganali che imponeva sui trasporti marittimi. Cartagine fu per molto tempo la città più grande e ricca del Mediterraneo.
Dal IV secolo iniziò ad avere un ordinamento oligarchico: il potere era nelle mani delle famiglie aristocratiche. Il governo era affidato ai sufeti, che avevano una carica annuale e il compito di convocare le assemblee e di fare leggi. Le decisioni politiche erano prese dal consiglio degli anziani. Vi era poi il consiglio dei 400 che aveva una funzione giudiziaria e doveva controllare il comportamento dei magistrati.
La prima guerra punica e i nuovi interessi di Roma:

L’occasione della guerra: Dopo la partenza di Pirro dalla Sicilia, i Cartaginesi, riconquistarono rapidamente gran parte dell’isola. Il tiranno di Siracusa avviò una battaglia contro Messina. I Mamertini chiesero aiuto a Cartagine che inviò una flotta a presidiare Messina; questo allarmò i Romani che videro una minaccia nella libera navigazione e libero commercio. Quando i Mamertini chiesero aiuto a Roma, l’assemblea popolare, nonostante le incertezze del senato, decise di intervenire. Nel 264 a.C. il console Appio Claudio entrò a Messina e scacciò il presidio punico. Cartagine e Siracusa si allearono per combattere il nemico comune.
La prima guerra punica: Siracusa fu costretta alla resa e nel 262 a.C. passò dalla parte di Roma.
Dopo un durissimo assedio Agrigento fu devastata; da quel momento i Romani puntavano alla conquista di tutta l’isola e per raggiungere lo scopo serviva dotare Roma di una flotta in grado di competere con la rivale. Nel 261 a.C. il console Gaio Dulivio vinse la battaglia a Milazzo. La resistenza cartaginese in Sicilia venne affidata a Amilcare Barca; nel 241 a.C. il console Gaio Catulo ottenne una decisiva vittoria presso le isole Egadi. Cartagine allora chiese di trattare la pace. Roma ottenne quasi tutta la Sicilia meno che Siracusa.
I Romani nella pianura Padana: Per risolvere i problemi sociali, fu decisa nel 232 a.C. la distribuzione ai cittadini Romani di gran parte del Piceno, che Roma strappò ai Galli Senoni dopo la battaglia di Sentino.
Questa politica aggressiva suscitò la reazione dei Boi e gli Insubri destando l’Etruria.
Nel 222 a.C.fu costituita la provincia della Gallia Cisalpina.
La guerra annibalica:
L’obbiettivo dell’espansionismo punico fu la penisola iberica. Il controllo delle miniere d’argento in Spagna era indispensabile a Cartagine per sostenere la nuova guerra. Nel 237 a.C. Amilcare inziò dunque la conquista dei territori spagnoli a sud del fiume Ebro. Dopo la sua morte nel 226 a.C. i Romani ottennero un accordo che fissava al fiume Ebro il confine tra la sfera di interessi di Cartagine e quella di Roma.
La questione di Sagunto: Nel 221 a.C. Asdrubale fu ucciso a tradimento da un soldato. Al comando delle forza cartaginesi in Spagna gli successe Annibale, figlio di Amilcare. Nel 219 a.C. egli provocò la crisi con l’aggressione a Sagunto. La città si trovava a sud dell’Ebro, quindi rientrava nel territorio che il trattato assegnava ai Cartaginesi, ormai alleata dei Romani. L’occasione per l’intervento fu il conflitto che opponeva due fazioni all’interno della città: Annibale accorse in aiuto del partito anti-romano. Il senato romano intimò ad Annibale di cessare l’assedio, ma solo dopo si decise di inviare un esercito in aiuto a Sagunto. Nel 218 a.C. ebbe inizio la seconda guerra punica, detta anche ‘’annibalica’’.
Annibale oltrepassò l’Ebro con il suo esercito, lasciando Asdrubale a presidiare i territori punici. Nel 218 Annibale varcò i Pirenei e giunse al fiume Rodano. Egli fece affidamento sull’appoggio delle popolazioni Galliche della pianura padana; sperava di frantumare la federazione romano-italica e ridimensionare la potenza di Roma. Dalle Gallie Annibale attraversò le Alpi e giunse nella pianura Padana. I primi contri in Italia ebbero luogo presso il fiume Ticino e poi al fiume Trebbia verso la fine del 218 a.C.. Annibale ne uscì vincitore e tutta la pianura Padana cadde in suo potere. Nel 217 a.C. Annibale ottenne un altro successo al lago Trasimeno, in cui l’esercito romano guidato dal console Gaio Flaminio fu distrutto.
La battaglia di Canne: Dopo la battaglia del Trasimeno, Annibale spostò il suo esercito nell’Italia Meridionale, devastando i territori delle città italiche. Per combattere questa mossa i consoli Lucio Emilio e Marco Terenzio guidarono le legioni a Canne nel 216, dove si combattè una battaglia decisiva. L’esericito cartaginese distrusse l’esercito Romano. I cartaginesi strinsero un alleanza con Filippo V, re della Macedonia. La prima guerra macedonica si è svolta nel 205 a.C..
Scipione: Nel 205 Scipione si candidò al consolato. Il suo ambizioso progetto era di sbarcare in territorio africano per convincere Annibale ad abbandonare l’Italia e affrontarlo in uno scontro finale. Nel 204 egli sbarcò in Africa e si procurò l’alleanza di Massinissa, un re numida. Nel 202 a Zama i due si scontrarono e Scipione ne uscì vincitore; il generale sconfitto a questo punto chiese la pace (Fine 2° guerra punica).
Scipione e Annibale  A Roma nel 201 fu conferito l’epiteto di ‘’Africano’’ a Scipione, in onore della sua vittoria. Annibale cercò di dare un ordinamento più democratico alla costituzione della città, ma venne accusato di volere una nuova guerra e denunciato ai Romani. Per sfuggire alla cattura si rifugiò in Oriente dove successivamente si tolse la vita.

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