Genius 20106 punti

Averroè

Nacque a Cordoba nel 1126 d.C. da una delle famiglie più ragguardevoli della città. A quel tempo, gli Arabi avevano fatto di Cordoba un centro culturale di rilievo. Dei primi anni della sua vita sappiamo soltanto che suo padre era primo giudice di Cordoba e che gli fece frequentare le migliori scuole della città. Poco più che ventenne cominciò ad esercitare le professioni di avvocato e di medico e questo ci fa pensare che abbia compito goi studi con molto profitto. Come studioso di medicina, si rese ben presto noto con la pubblicazione dell’opera Al-Kullyat, un manuale completo di medicina in sette libri con cui egli introdusse numerose ed eclatanti novità; Infatti, spiegò la vera funzione della retina e sostenne, per primo, che un attacco di vaiolo avrebbe reso immune il paziente per tutta la vita. A questa opera ne successero altre tutte di notevole interesse: sui veleni, sull’igiene, sulla febbre intermittente. Il grande successo ottenuto gli valse la nomina a medico personale dell’emiro di Cordoba.
Tuttavia, gli studi di medicina non lo distolsero da diventare famoso come avvocato; infatti a poco più di trenta anni, fu nominato primo giudice di Siviglia e successivamente di Cordoba come lo era stato il padre. Anche in campo giuridico, Averroè si dimostro uno studioso di valore; infatti, la sua opera Kitab al-motekid (= il libro del giurista) fu considerato uno dei migliori trattati di diritto per tutto il Medioevo. Su sollecitazione dell’emiro di Cordoba, appassionato di studi filosofici, Averroè ebbe l’idea di studiare a fondo la filosofia di Aristotele. Quando gli parve di aver ben compreso tutti i problemi della filosofia aristotelica, decise di scrivere un commento sulle opere filosofico del grande pensatore greco. L’interpretazione che dette del pensiero aristotelico lo portò a ripudiare il concetto di immortalità dell’anima, uno dei principi fondamentali della religione musulmana. Er questo motivo, fu accusato di eresia, perdette la stima dell’emiro e fu esiliato in una borgata non molto lontana da Cordoba.
Nei tre anni che Averroè trascorse in esilio, egli continuò a dedicarsi ai suoi studi filosofici ed a scrivere diverse opere. Da questo momento in poi le sue notizie sono scarse. Sappiamo soltanto che ottenne la liberta poco prima della sua morte avvenuta nel 1198, a Marrakush, in Marocco. Il fatto che sia morto in Marocco ci lascia credere che egli non volesse più restare in Spagna,dove era considerato un miscredente.. Tre mesi dopo la sua morte, la salma fu però trasportata a Cordoba.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email